Serbia-Albania: droni, bandiera e botte. Quando Boban prese a calci poliziotto VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 13:59 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 15:34
Serbia-Albania: droni, bandiera e botte. Come quando Boban prese a calci poliziotti

Serbia-Albania: droni, bandiera e botte. Come quando Boban prese a calci il poliziotto

ROMA – Serbia-Albania, partita sospesa causa drone in campo e botte da orbi. Partita che si è giocata, o meglio ci si è provato, nel 2014, ma poteva essere lo stesso 25 anni fa. Nel frattempo ci sono state le guerre, la disgregazione di uno stato, la Jugoslavia, che era un assemblaggio coatto di gente che insieme non voleva starci. E viene da pensare a quando la Jugoslavia ancora più o meno c’era e quando ogni partita tra squadre serbe e croate, solo per dirne una, era a rischio guerriglia.

Anno 1990, per esempio. Si gioca una partita di un campionato che smetterà di esistere poco dopo. Dinamo Zagabria contro Stella Rossa Belgrado. Scoppia la guerriglia sugli spalti, succede di tutto. I poliziotti sono a maggioranza serba e i tifosi croati ne prendono tante, tantissime. A quel punto Zvonomir Boban, allora 21 anni, non ne può più: punta un poliziotto e gli rifila una serie di calci. Tutto per difendere un tifoso massacrato senza una ragione apparente.

Passano 24 anni e il copione è in qualche modo simile. Albania in Serbia. Clima surreale che si accende per un drone. Appena si scatena la guerriglia si rivede una vecchia conoscenza del calcio italiano, Ivan Bogdanov, l’energumeno serbo che per una notte fu “padrone” di Marassi. 

La bandiera della discordia. La scintilla che ha fatto esplodere una situazione già tesissima è stato l’arrivo via drone della bandiera della Grande Albania. Non una bandiera qualsiasi ma quella che raffigura il territorio albanese comprensivo di regioni che attualmente non fanno parte dello stato. Si tratta della zona del Kosovo e di parti di territori del Montenegro, della Macedonia e della Grecia. Sulla bandiera ci sono i volti di Ismail Kemali e Isa Boletini, i più rappresentativi esponenti dell’indipendenza albanese dall’Impero Ottomano. Boletini, è stato il comandante della guerriglia della resistenza albanese nei confronti dell’Impero Ottomano, del Kosovo e della Serbia. Sulla bandiera anche la scritta “autoctona”.

Il calcio di Boban ai poliziotti: