Sicilia, rifiuti abbandonati ovunque sulle strade. Non merita i tanti turisti che ha VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 16 Settembre 2019 17:45 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2019 11:07
lorenzo briotti parla di sicilia

Parte dei suoi abitanti non sembra amare la Siclia. Vi spiego perché

ROMA – In Sicilia è in corso un fenomeno molto umano e che purtroppo possiamo riscontrare anche in altre zone del centro-sud Italia: l’abbandono incontrollato dei rifiuti in strada. Non si tratta di un qualcosa che avviene solo in poche zone e che nasce a causa dell’ennesima crisi dei rifiuti. L’abbandono è una palese reazione alla raccolta differenziata che ha ormai raggiunto tutti i comuni d’Italia, Sicilia compresa. 

Ma andiamo con ordine. Nell’estate appena trascorsa ho fatto un viaggio nella Sicilia occidentale. Sono partito da Palermo per arrivare ad Agrigento passando per molte località turistiche della zona: Trapani, Erice, Mazzara del Vallo, San Vito lo Capo e la Riserva dello Zingaro, Selinunte e Sciacca. Soltanto a Trapani e nella parte alta della sua provincia il fenomeno è apparso più attenuato: ovunque, nel resto della Sicilia occidentale, ci sono rifiuti abbandonati in strada in quantità enormi. Cumuli che stanno da chissà da quanto tempo nelle campagne intorno ai comuni, sulle dune che si affacciano sul mare (è il caso di San Leone ad Agrigento), sulle aree di sosta delle provinciali e statali che attraversano l’isola.

E’ un enorme fenomeno collettivo che si riscontra non solo qui ma in larga parte d’Italia e che nasce dal rifiuto del concetto della raccolta differenziata ed anche dal fatto che molti non sono registrati al servizio di raccolta porta a porta in quanto evasori, totali o parziali, della tassa sull’immondizia. Una volta c’erano i cassonetti, ora non ci sono più: dove portare i rifiuti se nessuno viene a raccoglierla? 

Dai sacchi che giacciono sulla strada fuoriescono rifiuti urbani indifferenziati e oggetti da bivacco come piatti di carta. In questo caso appare quindi che non si tratta di un problema di gestione mafiosa del rifiuto e nemmeno di fenomeni legati all’abbandono di ingombranti come materassi e frigoriferi (anche se oggetti del genere buttati sulle strade siciliane, comunque non mancano). Non si tratta infine nemmeno della scoperta di una nuova terra dei fuochi (anche se, a questo punto, chissà cosa accade oltre a quello che vediamo).

Palermo, un’intera camera da letto abbandonata vicino ai cassonetti (foto Blitz Quotidiano)

Quello che accade è invece un enorme svista collettiva a cui la Regione e i comuni non sembrano far fronte se non con misure limitate. Come sappiamo bonificare costa molto e i comuni questi soldi non li hanno: il fenomeno ha però raggiunto dimensioni enormi e se non si fa fronte in qualche modo alla situazuone (sanzioni, telecamere ecc..) diventerà sempre più ingestibile arrivando all’inevitabile conseguenza della fuga dei tanti turisti che giustamente, in questi anni, hanno deciso di trascorrere un periodo di ferie sulle coste siciliane alla ricerca del buon cibo, del bel mare, del sole, dei paesaggi e della gente. Tutte cose che dobbiamo preservare per aiutare una terra che, come sappiamo, ha enormi problemi di occupazione e che vede fuggire i suoi giovani alla ricerca di opportunità di lavoro. 

Colpisce il fatto che a nessuno sembra interessare quello che sta accadendo salvo qualche sporadico articolo sul Giornale di Sicilia e sulle pagine che Repubblica dedica alla cronaca di Palermo. In questo ultimo caso però, si tratta di articoli concentrati sulla situazione del capoluogo di regione. Agli occhi di chi scrive sembra quasi una sorta di resa dei conti tra il quotidiano e il sindaco di Palermo Leuluca Orlando, come se il quotidiano avesse deciso di fare la guerra ad un sindaco che, forse a causa dei tanti anni in cui è al potere, appare probabilmente inadeguato ad affrontare gli enormi problemi che ha Palermo.

Ovviamente il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti coinvolge anche le città siciliane: se ci fosse una classifica tra le zone più sporche, a vincere sarebbe sicuramente da Palermo. Anche Agrigento e Porto Empedocle però non scherzano: Valle dei templi bella e pulita, intorno sacchi neri ovunque, quelli classici dell’indifferenziato che la Raggi a Roma ha vietato imponendo il sacchetto trasparente dato che quelli neri nascondono alla vista il contenuto ed anche gli eventuali rifiuti riciclabili presenti all’interno. 

Sembra quasi che molti siciliani non amino la loro terra. Forse la Sicilia non merita tutto questo turismo.