Simona Randazzo, da giocoliera ai semafori a Expo col Cirque du Soleil

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2015 12:37 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2015 12:37
Simona Randazzo, da giocoliera ai semafori a Expo col Cirque du Soleil

Simona Randazzo, da giocoliera ai semafori a Expo col Cirque du Soleil

TORINO -Questa è la storia di Simona Randazzo, 33 anni originaria di Prato, che da piccola sognava di diventare un’acrobata. Per mantenersi gli studi e coltivare il suo sogno era disposta a tutto: da cameriera ad addetta alle pulizie in fabbrica, finisce a fare la giocoliera ai semafori di Torino ma ben presto il suo sacrificio e la sua tenacia vengono ripagati e la favola diventa realtà. Oggi Simona è un’artista del Cirque du Soleil che la porterà ad esibirsi all’Expo di Milano.

La sua storia è raccontata da Giuseppe Culicchia sul quotidiano la Stampa. Per assecondare la sua passione Simona studia fin da giovanissima pianoforte e danza, si diploma in Tecnico dell’Abbigliamento, poi frequenta un corso di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ma la scuola dei suoi sogni si trova a Torino: è l’Atelier Teatro Fisico di Philip Radice. Decide di emigrare e per mantenersi gli studi è disposta a fare qualsiasi lavoro: prima la cameriera in diversi locali torinesi, poi a pulire i bagni in una fabbrica. Ma con la crisi e i tagli al personale la sua ultima chance sono i semafori: la mattina presto, sperando di non essere vista da nessuno di sua conoscenza, fa la giocoliera per pochi spiccioli agli incroci più trafficati.

Col tempo Simona si fa apprezzare per il suo talento. E così arrivano prima le esibizioni nei locali di Torino e non più in strada, poi una sorpresa inaspettata. A convincerla a inviare il curriculum al Cirque du Soleil, è un amico: la celebre compagnia circense è in cerca di nuovi talenti in vista di Expo, dove intratterrà gli ospiti della manifestazione in una lunga serie di spettacoli. Dopo alcuni provini, a ottobre Simona riceve la telefonata che non si sarebbe mai aspettata: “Ci serve una burattinaia brava come te, ti vogliamo con noi a Milano”. E la favola comincia.