Terremoto in Turchia, bimbo estratto vivo tra le macerie

Pubblicato il 24 ottobre 2011 15:50 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2011 22:00

(Foto Ap/LaPresse)

ANKARA (TURCHIA) – Si è  ulteriormente aggravato il bilancio del terremoto di magnitudo 7,2 che domenica 23 ottobre ha colpito la Turchia sud-orientale: secondo il vice primo ministro Besir Atalay, il numero dei morti accertati è infatti salito ad almeno 264. I feriti di cui si ha notizia ammontano invece a circa 1.300.

Tra le macerie però, nella provincia di Van, una delle più colpite dal sisma, è stato trovato un bambino ancora vivo. Il piccolo ha passato la giornata di accovacciato sotto i detriti del palazzo dove viveva. È ferito, ma ce l’ha fatta.

Intanto, fonti del ministero dell’Interno hanno confermato che il computo delle vittime rimane largamente provvisorio, giacché si stima che siano diverse centinaia le persone ancora intrappolate sotto le macerie. Il vice premier ha comunque assicurato che le squadre di soccorso sono ormai riuscite a raggiungere tutte le zone della provincia di Van colpite dal sisma; particolarmente difficile la situazione nel distretto di Ercis, un centinaio di chilometri a nord dell’omonimo capoluogo provinciale, dove sono tra l’altro stati completamente rasi al suolo 55 palazzi.

Sul posto si è recato di persona il capo del governo, Recep Tayyip Erdogan, malgrado l’area sia uno dei principali teatri operativi dei guerriglieri separatisti curdi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, contro i quali prima della catastrofe era in corso da giorni un’ingente controffensiva militare, con sconfinamenti anche nell’Iraq settentrionale. Il movimento tellurico è stato avvertito anche nel vicino Iran, scatenando il panico tra la popolazione in diverse città’; al momento non risultano peraltro perdite di vite umane. Teheran ha annunciato l’invio di aiuti umanitari e la disponibilità ad accogliere nei propri ospedali quanti feriti sarà necessario.

Qui di seguito, il video del bambino salvato:

Ecco invece un video che mostra la violenza del sisma: