Trump dice di aver vinto e grida al furto di voti: tv e social non gli danno retta VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2020 8:45 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2020 8:56
Trump dice di aver vinto e grida al furto di voti: tv e social lo oscurano VIDEO

Trump dice di aver vinto e grida al furto di voti: tv e social lo oscurano VIDEO

Trump dice di aver vinto le elezioni Usa e le TV interrompono la trasmissione della conferenza stampa in diretta.

Le parole di Trump sulle elezioni vinte sono state bloccate da alcuni canali televisivi che hanno interrotto la diretta e corretto le parole del Presidente uscente. È accaduto durante la diretta della MSNBC, ma anche alla ABC, CBS e NPR.

“Se si contano i voti legali ho vinto facilmente”, ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca. “Se voi contate i voti legali, vinco facilmente. Se voi contate i voti illegali, possono provare a rubarci le elezioni”. A questo punto la diretta di molte trasmissioni è stata sospesa.

Era già successo sui social il primo giorno di spoglio. Trump si era proclamato vincitore e aveva denunciato brogli elettorali e schede illegali. Facebook e Twitter gli hanno rimosso il post per fake news.

Bannata la pagina “ferma il furto”

Facebook ha anche bannato la pagina “Stop the steal”, “Ferma il furto”, con la quale i gruppi sostenitori del presidente Usa, Donald Trump, volevano organizzare proteste contro la legittimità del voto. La pagina aveva attirato più di 360mila iscritti in appena 48 ore. I gruppi conservatori puntavano a propagare la teoria secondo cui i democratici vogliano “rubare le elezioni presidenziali”.

La voce si è diffusa a macchia d’olio dal 3 novembre, quando Trump – dal suo account Twitter che conta 88 milioni di utenti – ha rilanciato l’idea di un tentativo democratico di “rubare le elezioni”. Una tesi subito rilanciata da potenti “influencer”, il figlio del presidente, Donald Trump Jr., molto attivo sulle reti (6 milioni di iscritti su Twitter) e anche Elizabeth Harrington, portavoce del Partito Repubblicano.

Con lo slogan già utilizzato dai repubblicani durante le elezioni legislative del 2018, la pagina sollecitava anche azioni concrete. “Abbiamo bisogno di ‘boots on the ground’ (termine militari per indicare i ‘soldati sul terreno’; ndr) al fine di proteggere l’integrità del voto”. Il gruppo incoraggiava anche i sostenitori a fare donazioni per contribuire a pagare “voli e hotel per inviare persone” in Stati ‘battleground’ come Georgia, Carolina del Nord e Pennsylvania. Ed elencava 12 diversi eventi di protesta, tra i quali ‘carovana’ di auto in California.

Ma dalla Silicon Valley è intervenuto Facebook che ha ‘bannato’ la pagina per violazione delle regole della piattaforma. Ora non è più visibile. (Fonti Cnn e YouTube).