Tunisia, ripulisce a piedi 300 chilometri di spiagge dalla plastica VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 agosto 2018 15:41 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2018 15:43
Tunisia, plastica spiagge

Tunisia, ripulisce a piedi 300 chilometri di spiagge dalla plastica

TUNISI – “Non ho mai visto una tartaruga marina in vita, solo cadaveri. Eppure ho 27 anni e vivo nel Mediterraneo, zona per eccellenza di riproduzione delle tartarughe“. E così Mohamed Oussama Houij, giovane ingegnere tunisino, quest’estate piuttosto che sdraiarsi in riva al mare ha deciso di percorrere 300 km e ripulire da plastica e altri rifiuti non organici una trentina di spiagge nel suo paese.

La sua ‘missione’ e’ cominciata il 1 luglio a Mahdia, sulla costa orientale, e dovrebbe concludersi a fine agosto alla periferia di Tunisi [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], passando per le più importanti stazioni balneari del Paese – Hammamet, Susa – frequentate da decine di migliaia di residenti e turisti di ogni nazionalità.

Il duro lavoro, portato avanti su base volontaria e senza alcun sponsor, viene documentato quotidianamente sulla sua pagina Facebook con fotografie e video dei rifiuti prelevati, per lo più bottiglie di plastica, pannolini, pezzi di reti da pesca.

Ogni giorno alterna le pulizie, riempiendo quotidianamente almeno un bustone della spazzatura da 100 litri, e il cammino per raggiungere i vari luoghi toccati dal suo ‘tour’ contro l’inquinamento. Con l’occasione il giovane ingegnere ambientalista sensibilizza la gente incontrata sulle spiagge tunisine sul grave stato di inquinamento del Mediterraneo. Finora Mohamed ha riscontrato maggior interesse e partecipazione nei piccoli centri rispetto alle spiagge delle grandi città, dove regna l’indifferenza; qualcuno lo aiuta nella raccolta (l’esempio del fare…), mentre sono in tanti a volere un selfie con lui.

Lo scorso giugno, il Wwf ha avvertito che pur rappresentando solo l’1% di tutte le acque marine mondiali, il Mediterraneo, mare chiuso, racchiude il 7% di tutte le micro plastiche, raggiungendo livelli record di concentrazione con 1,25 milioni di frammenti al km2, quattro volte di più che nella cosiddetta isola di plastica del Pacifico settentrionale. Il giovane ingegnere è stato fermato a Susa dalla polizia, insospettita dal suo grande borsone; nel 2015 la località balneare era stata colpita da un attentato terroristico che fece 39 morti.