VIDEO YouTube. Mamme borseggiatrici in metro: arrestate 78 volte, hanno 25 figli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 luglio 2015 9:28 | Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2015 9:28
VIDEO YouTube. Mamme borseggiatrici in metro: arrestate 78 volte, hanno 25 figli

VIDEO YouTube. Mamme borseggiatrici in metro: arrestate 78 volte, hanno 25 figli

MILANO – Cinque madri, 25 figli in totale e 78 arresti all’attivo per aver borseggiato i turisti in metro a Milano. Per il giudice le cinque rom devono stare in carcere, ma la legge prevede che le madri con figli di età inferiore ai 6 anni restino libere. Il giudice, dopo l’ennesimo arresto lo scorso 27 giugno, ha condannato le donne e fissato il divieto di dimora nelle città dove esistono metro.

Gianni Santucci sul Corriere della Sera scrive che le 5 donne, di cui una incinta e al settimo mese, spiegano di derubare solo i turisti “che sono meno veloci a reagire” e continuano nella loro attività:

“Alessia A., 29 anni, 9 figli, 115 identificazioni delle forze dell’ordine, 49 denunce, 16 arresti. Marta S., 21 anni, 4 figli, 152 identificazioni, 24 denunce, 25 arresti. Fanisa H., 29 anni, 5 figli, 24 denunce, 8 arresti. Serya O., 23 anni, 4 figli, 68 denunce, 22 arresti. E poi Debora H., 20 anni, 3 figli, 27 denunce e 7 arresti.

Il 27 giugno scorso le hanno arrestate di nuovo, tutte insieme, gli agenti dell’Unità reati predatori della Polizia locale di Milano. In metrò, fermata stazione Centrale, stavano sfilando il portafogli a una turista asiatica. Cinque donne e madri (in tutto) di 25 bambini. Una, per rubare, aveva al collo il figlio di 3 mesi. Tutte insieme, quelle ragazze rom, due bosniache e tre italiane, negli ultimi anni hanno messo insieme un curriculum criminale elencato in decine di pagine: 192 denunce, 78 arresti. Solo furti. Furti «con strappo», furti «con destrezza»”.

Arrestarle, prosegue Santucci, non ha portato a nulla e le donne tornate in libertà continuano con la loro attività:

“Tribunale di Milano, 29 giugno, aula delle «direttissime». Alessia A., 29 anni, spiega al giudice: «Sono analfabeta. Non ho lavoro. Ho 9 bambini, un marito. Viviamo in un camper». Aggiunge: «Noi rubiamo agli stranieri, e non agli italiani, perché hanno meno capacità di reazione». È lei stessa a elencare le età dei suoi 9 figli: da un anno e mezzo a 11 anni.

Marta S.: «Vivo in un camper. Ho 4 bambini, sono incinta al settimo mese». Il «lavoro»: «Siamo entrate nel metrò con l’intenzione di rubare, ma non abbiamo fatto niente. C’erano solo italiani». Ancora, Fanisa H.: «Vivo in un camper, ho 5 figli. Stavamo andando a rubare, ma non abbiamo fatto niente perché gli agenti in borghese ci hanno fermato».

Vengono condannate tutte e cinque (un anno e 8 mesi) e messe in libertà. Il giudice firma però un’ordinanza che punta a dare un segnale: divieto di dimora in tutte le città con la metropolitana, da Milano a Catania”.

Il comandante della Polizia locale di Milano, Tullio Mastrangelo, ha istituito una squadra dedicata ai soli «reati predatori», guidata dagli ufficiali Maccari e Sampieri: oltre 200 arresti in un anno e mezzo.

Il gruppo antiborseggio della Squadra mobile, nei primi mesi del 2015, ha arrestato 94 persone. Lo sforzo delle forze dell’ordine, per questo tipo di reati, quando si tratta di donne rom «professioniste», si scontra con l’articolo 275 del codice di procedura penale: «Quando imputati siano donna incinta o madre di prole di età non superiore a 6 anni… non può essere disposta né mantenuta la custodia in carcere, salvo esigenze di eccezionale rilevanza».