VIDEO YouTube. NewzBeat: tg in versione rap in Uganda, per aggirare la censura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2015 10:57 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 10:57
NewzBeat: tg in versione rap in Uganda, per aggirare la censura

NewzBeat: tg in versione rap in Uganda, per aggirare la censura

ROMA – Per aggirare la censura e trattare argomenti altrimenti proibiti, un gruppo di artisti hip-hop dell’Uganda ha deciso di realizzare un telegiornale in forma rap che trasmette notizie in rima con sottofondo musicale. La trasmissione si chiama NewzBeat e va in onda ogni sabato sulla rete Ntv, una delle più seguite. Il programma va in onda prima delle news tradizionali ed è già un successo. A seguire in massa questo notiziario è il pubblico giovane del paese africano.

Racconta Il Secolo XIX che i conduttori amano chiamarsi “rap-orters” e

“non hanno peli sulla lingua e nelle loro notizie-musicali affrontano tutti i temi caldi della politica, spesso sfidando la rigida censura in vigore nel Paese africano. ‘La legge anti-gay sta facendo notizia/Trattiamo i gay come gli ebrei/Nulla da guadagnare e molto da lasciare’, hanno rappato in un recente episodio, prendendo di mira un controverso provvedimento contro l’omosessualità, firmato dal presidente Yoweri Museveni. La corruzione – uno dei problemi più diffusi in Uganda – è stato un argomento molto battuto ma nelle notizie si parla anche della situazione in Ucraina o della diffusione del virus Ebola. Newzbeat è presentato dalla “regina dell’hip-hop” Sharon Bwogi, nota come Lady Slyke, da Daniel Kisekka, soprannominato “Survivor”, il “Sopravvissuto” e dalla giovanissima rapper Zoe Kabuye, conosciuta come “Mc Loy”. L’obiettivo dello show, come precisa Lady Slyke, è «promuovere la diversità e la visibilità dei gruppi emarginati» e «superare i confini delle limitazioni della stampa». «All’inizio alcuni si lamentavano, ci dicevano ”non capiamo cosa state facendo”», ha spiegato la presentatrice. Ma ormai Newzbeat – che va in onda da un anno con un’edizione in inglese e una in lingua locale – è seguito da ogni genere di persone, compresi uomini d’affari e ministri. «Ora la gente ci chiede ancora di più e ci fa domande su alcuni argomenti». L’obiettivo, in futuro, è espandersi in altri Paesi africani. In Tanzania, ad esempio, è già stata trasmessa una mini-serie di quattro episodi e altri quattro sono in programma in occasione delle prossime elezioni ad ottobre.