VIDEO YouTube – Nicki Minaj, concerto a Milano: Only Anaconda e Hey mama

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 luglio 2015 9:43 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2015 9:43
Nicki Minaj (un frame del video da YouTube)

Nicki Minaj (un frame del video da YouTube)

ROMA – La rapper americana Nicki Minaj si è esibita ieri sera, mercoledì 8 luglio,  in concerto all’Estathè Market Sound, l’evento in programma ai Mercati Generali di Milano. Dopo l’ultimo record su Billboard con i 4 brani contemporaneamente presenti nella Top 10 Hip Hop, Onika Tanya Maraj, al secolo Nicki Minaj, è sbarcata in Italia per il suo unico concerto tricolore all’interno del colorato e stravagante Pinkprint Tour 2015. “Non mi sono mai divertita così tanto come quest’anno, sono più libera e mi godo la vita” ha detto Nicki Minaj presentando il tour. Questa la scaletta del concerto a Milano: All things Go, I Lied, The Crying Game, Only, Moment 4 Life, Feeling Myself, Want Some More, Lookin Ass, Truffle Butter, Did It on’em, Beez in the Trap, Flawless (una cover rieditata di un pezzo di Beyoncè), Dance, Anaconda, Pills N Potions, Marilyn Monroe, Turn me on (cover di David Guetta), Bang Bang, Starships.

Questo uno stralcio dell’intervista a Rolling Stone Italia. La sua carriera è cominciata nel 2009, quando viene messa sotto contratto da Lil Wayne. Dopo molti anni l’hip hop ritrova una donna rapper con un grande potenziale commerciale. Nicki si ispira alle innovazioni di Missy Elliott e Lil’Kim e finisce per rinnovare completamente il vocabolario creativo dell’hip hop, riportando nel frattempo il sesso al centro di tutto. Il nome Nicki Minaj non le è mai piaciuto (lo ha scelto uno dei suoi primi manager), ma lei lo usa perché, dice, suggerisce un’idea di volgarità, e per lei questo è un gesto di autodeterminazione femminile. Anche quando prende delle derivazioni estreme, come nel video di Anaconda o nel testo di Lookin Ass, in cui Nicki gioca ad accendere e frustrare il desiderio degli uomini. «Il messaggio di Anaconda è: sono una fottuta culona! Rappresento le donne che vogliono essere sexy e ballare e hanno fiducia in se stesse. Hai un culo enorme? Chi se ne frega! Muovilo! Questo non vuol dire che se fai twerking non devi prendere il diploma. Io ballo e mi diverto ma allo stesso tempo invito le ragazze a essere indipendenti». Nel music business, mi spiega, le donne sono vittime di ogni tipo di pregiudizio. Se un uomo è determinato vuol dire che vale, una donna invece è una “diva” o peggio. In The Pinkprint lo dice chiaro e tondo: «Non sono una tipa difficile, faccio quello che devo fare». Il che vuol dire, ad esempio, che è arrivato il momento di dare una ripassata ai tizi che hanno fatto la postproduzione di questo mini-film: «Non ho intenzione di pagare, è ridicolo. Tagliate le scene. Devo averlo entro stasera!», dice al telefono. Dall’altra parte, qualcuno del suo staff cerca di placarla, invano: «Ah sì? E perché non me lo avete detto prima?». Ryan mi fa capire che sarebbe meglio se io me ne andassi. Nicki continua a parlare con la mano appoggiata sul fianco in un gesto di sfida: «Beh se non ci puoi fare niente allora metti giù! Perché sei ancora lì al telefono?» (…).