VIDEO YouTube – Simone Cristicchi, una canzone per Laura Antonelli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Giugno 2015 13:43 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2015 13:43
VIDEO YouTube - Simone Cristicchi, una canzone per Laura Antonelli

Laura Antonelli

ROMA – Una car­riera lumi­nosa seguita da una rapida discesa fune­stata da pro­blemi con la giu­sti­zia e di salute non è stata solo mate­ria per gior­nali scan­da­li­stici e arti­coli di cro­naca, ma è diven­tata anche lo spunto per Simone Cri­stic­chi, il can­tau­tore romano, per scri­vere una can­zone dedi­cata a Laura Antonelli, scom­parsa lunedì 22 giugno.

Laura“, il titolo della canzone, è inse­rita nel recente disco di ine­diti di Cristicchi, “Album di fami­glia”, lan­ciato in occa­sione della sua par­te­ci­pa­zione a San­remo nel 2013.

Laura era pro­prio il brano che in un primo momento Cri­stic­chi voleva por­tare sul palco dell’Ariston: “Volevo por­tare Laura a San­remo ma poteva essere troppo forte come sto­ria, avrebbe fatto scal­pore e le avrebbe fatto del male. Lei vive iso­lata dal mondo e que­sta è una vio­lenza che non merita”.

Una vicenda umana che lo aveva incu­rio­sito: “Una donna, peral­tro sca­gio­nata da una sen­tenza che le ha levato di dosso le accuse, che ha patito mille sof­fe­renze per colpa della morale comune che ci mette un secondo a met­terti in croce. Per anni ha vis­suto in una villa di Cer­ve­teri, oggi in sven­dita, che ho visi­tato poi­ché si trova accanto a un sito archeo­lo­gico. Chi mi accom­pa­gnava mi ha rac­con­tato la sto­ria di Laura”.

Negli ultimi anni Cri­stic­chi ha fre­quen­tato Laura Anto­nelli, come rivela in un’intervista tele­fo­nica rila­sciata al sito online Fan​page.it: “Aveva un carat­tere par­ti­co­lare, amava la soli­tu­dine, in qual­che modo se l’era già pla­smata sulla sua pelle da sola. Non era comun­que sola, era seguita da assi­stenti sociali. Io stesso ho cer­cato in tutti i modi di starle vicino, di accu­dirla come potevo. Le sue cono­scenze da diva degli anni set­tanta erano spa­rite. Lei somi­gliava a una santa che si era spo­gliata com­ple­ta­mente di tutto, pas­sava i suoi giorni a pre­gare ascol­tando Radio Maria, viveva senza tv, in un uni­verso paral­lelo che soli pochi intimi pote­vano fre­quen­tare. Mi sem­brava un alieno, distac­cato dalla realtà, e que­sto me la ren­deva par­ti­co­lar­mente affascinante”.