Vulcano Vesuvio, lago di magma tra Napoli e Pozzuoli VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Agosto 2015 19:38 | Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2015 19:38
Vulcano Vesuvio, lago di magma tra Napoli e Pozzuoli VIDEO

Vulcano Vesuvio, lago di magma tra Napoli e Pozzuoli VIDEO

NAPOLI – Un lago di magma si trova tra Napoli e Pozzuoli, proprio nell’area della Solfatara. Si tratta di un laghetto situato a 3 chilometri di profondità vicino al vulcano Vesuvio e che gli esperti del Cnr e dell’Ingv, Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, tengono d’occhio insieme ai ricercatori dell‘Osservatorio Vesuviano per monitorarne l’attività sismica.

Franco Mancusi sul Mattino scrive che il laghetto di magma sarà controllato usando un sistema capillare di satelliti e impianti Gps, importante per la sicurezza delle 750mila persone che abitano il bacino dei Campi Flegrei:

“Secondo gli autori dello studio il magma del laghetto sotterraneo potrebbe raffreddarsi rapidamente, diminuendo le possibilità di un’eruzione. A provocare l’altalena del suolo flegreo attraverso i millenni, d’altra parte, le ricerche degli studiosi hanno sempre indicato come causa l’immissione di fluidi idrotermali (acqua e gas) nelle rocce della caldera e non l’attività del magma.

Negli ultimi 10 anni, come accennato, il suolo si è sollevato di quasi 30 centimetri, tanto che nel 2012, il Dipartimento della Protezione Civile ha innalzato dal verde (quiescenza) al giallo (attenzione) il livello di allerta per la sicurezza degli abitanti nei Campi Flegrei. Sul più recente episodio, tra il 2012 ed il 2013, il fenomeno sarebbe invece da attribuire alla risalita di magma a bassa profondità (circa 3 km) che si inietta nelle rocce del sottosuolo formando uno strato sottile, noto come sill ( cioè un corpo magmatico con sviluppo prevalentemente orizzontale).

Questo sill, misurato in un raggio di 2-3 km, forse era già presente nel sottosuolo durante le crisi bradisismiche degli scorsi decenni. Dopo una lunga fase di depressione successiva alla nascita di Monte Nuovo (Settembre 1538), come si sa, la terra ballerina flegrea riprese a sollevarsi, provocando l’emergenza del marzo ’70 con lo sgombero del Rione Terra. Nei primi anni ’80 la grande paura, un sollevamento di ben 180 centimetri e l’esodo di quarantamila puteolani dalle case del centro antico”.