YouTube. Antartide, ghiaccio aumenta: cosa cambia per clima?

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 3 Novembre 2015 12:34 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2015 12:34
YouTube. Antartide, ghiaccio aumenta: cosa cambia per clima?

YouTube. Antartide, ghiaccio aumenta: cosa cambia per clima?

ROMA – Il ghiaccio sta aumentando in Antartide. Un nuovo studi dei ricercatori della Nasa mostra che i livelli dei ghiacci sono aumentati nella zona est e ovest interna dell’Antartide, con ben 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio formate ogni anno tra il 1992 e il 2001. Un aumento che potrebbe cambiare le conclusioni raggiunte da altri studi sul cambiamento climatico, inclusi quelli dell’Ipcc report del 2013, che accusa l’uomo di aver prodotto gas serra tanto da influenzare il clima.

I ricercatori hanno osservato che mentre i ghiacci della penisola antartica e dell’ovest dell’Antartide si stanno sciogliendo, nuovi ghiacci si stanno formando a est. Insomma il pericolo di discioglimento dell’Antartide per ora sembra scampato, dato che si sta formando molto più ghiaccio di quello che si sta sciogliendo. Un trend che fa ben sperare per il clima e per il pianeta, ma che è in rallentamento e che, avvisano gli scienziati, tra 10mila anni potrebbe cambiare.

I dati dei satelliti analizzati dai ricercatori mostrano come tra il 1992 e il 2001 l’Antartide abbia avuto formazione per un totale di 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno, mentre tra il 2003 e il 2008 il ghiaccio formatosi ogni anno è diminuito a 82 miliardi di tonnellate. Mentre l’Antartide occidentale si scioglie, liberando quantità di ghiaccio che potrebbero innalzare il livello dei mari anche di 1 metro, quello orientale sta velocemente guadagnando ghiaccio.

Jay Zwally, glaciologo del Nasa Goddard Space Flight Centre di Greebelt, nel Mayland, ha spiegato al Daily Mail che i dati della Nasa coincidono con quelli di altri studi, ma solo per quanto riguarda l’Antartide occidentale:

“Siamo essenzialmente in accordo con altri studi, che mostrano uno scioglimento di ghiacci nella penisola Antartica e nelle regioni Thwaites e Pine Island nell’antartico occidentale. Ma sulla situazione dell’Antartide orientale siamo totalmente in disaccordo, così come sulle regioni interne a ovest: abbiamo osservato una formazione di ghiaccio decisamente superiore alle perdite registrate nelle altre aree a causa dello scioglimento”.

Lo studio presentato da Zwally sembra destinato a cambiare radicalmente la percezione dei cambiamenti climatici fornita dai modelli di altri studi, spiega ancora il glaciologo della Nasa:

“Alla fine dell’ultima era glaciale, l’aria divenne più calda e trasportò più umidità sui continenti, raddoppiando l’ammontare di neve che cadde sulla calotta polare”.

Proprio quella neve si è accumulata e compattata lentamente da 10mila anni ad oggi, formando i ghiacciai che ora si stanno sciogliendo, mentre altri sembrano destinati a formasi. Le conclusioni raggiunge dal glaciologo Zwally sono quindi molto meno tragiche per il pianeta:

“La buona notizia è che l’Antartide non sta attualmente contribuendo all’innalzamento dei mari, ma lo sta rallentando di 0.23 millimetri l’anno. C’è però anche una cattiva notizia: se i 0.27 millimetri di innalzamento dei mari per anno che il report Ipcc attribuisce all’Antartide non dipende da lui, deve esserci necessariamente un altro contributo che non abbiamo ancora considerato e che non conosciamo”.

La conclusione dunque è che sappiamo ancora poco di cosa sta accadendo al pianeta e gli effetti dei cambiamenti climatici, ma bisogna continuare a studiare e rimanere in guardia perché, avvisa Zwally, il pericolo non è scampato:

“Se le perdite della Penisola Antartica e delle regioni nell’Antartide occidentale continuano ad aumentare mantenendo il ritmo degli ultimi due decenni, per la formazione di ghiacciai nelle regioni orientali ci vorranno ancora 20 o 30 anni. Il timore quindi è che non ci sianonevicate abbastanza abbondanti da compensare il fenomeno in atto”.