YOUTUBE Detenuto registra: Costituzione non vale in carcere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2015 10:20 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2015 10:20
Una delle frasi registrate

Una delle frasi registrate

MILANO – Un marocchino 40enne, Rachid Assarag, ha registrato le dichiarazioni di alcuni agenti penitenziari e l’associazione “A buon diritto” ha deciso di renderle pubbliche. Frasi che testimoniano il clima di violenza nelle carceri italiane. Con i detenuti, dicono gli agenti,”ci vogliono il bastone e la carota”, un giorno di pugni e l’altro no per ottenere “ottimi risultati”. L’uomo, che sta scontando una pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione per violenze sessuali, ha denunciato di essere stato ripetutamente picchiato e umiliato.

Ecco cosa si sente nell’audio. “Brigadiere, perché non hai fermato il tuo collega che mi stava picchiando?” chiede il detenuto. “Fermarlo? Chi, a lui? No, io vengo e te ne do altre, ma siccome te le sta dando lui, non c’è bisogno che ti picchi anch’io”. Rachid registra e registra. Incalza anche: “Voi qui non applicate la Costituzione”. La risposta del brigadiere (lo stesso che teorizzava una seconda razione di botte per Rachid che chiedeva “fermati” all’agente che lo stava picchiando) è incredibile: “Se la Costituzione fosse applicata alla lettera questo carcere sarebbe chiuso da vent’anni. In questo carcere la Costituzione non c’entra niente…”.

Il detenuto marocchino ha registrato le conversazioni in tutti i penitenziari nei quali è stato e da anni fa esposti. Assarag ora è in sciopero della fame e ha perso 18 chili. E l’associazione “A buon diritto” denuncia: “Se Assarag dovesse morire in carcere, nessuno potrebbe dire che non si è trattato di una morte annunciata”.