YOUTUBE Filippine, Rodrigo Duterte bacia la lavoratrice emigrata

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 giugno 2018 14:28 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2018 14:28
YOUTUBE Filippine, Rodrigo Duterte bacia la lavoratrice emigrata

YOUTUBE Filippine, Rodrigo Duterte bacia la lavoratrice emigrata

SEUL – Nemmeno il fenomeno metoo basta a fermare certe molestie unite all’abuso di potere. A finire sotto accusa questa volta è il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Colpa di un bacio, che non ha ha dato alla sua compagna, ma ad una lavoratrice filippina emigrata in Corea del Sud, chiamata sul palco ad un evento pubblico per ricevere una copia del libro del leader politico.

All’evento per la comunità filippina a Seul, dove si trova in visita ufficiale, Duterte ha invitato accanto a lui due emigrate, due donne scelte a caso tra il pubblico per ricevere il suo libro: con la prima si è limitato, per così dire, ad un abbraccio e ad un bacio sulla guancia, mentre con la seconda si è spinto fino a baciarla sulle labbra.

La scena ha suscitato apprezzamento tra le persone in sala ma è stata aspramente criticata dal gruppo filippino per la difesa dei diritti delle donne Gabriela, che l’ha definita “schifosa teatralità di un presidente misogino”.

La senatrice dell’opposizione Risa Hontiveros l’ha a sua volta definita una “spregevole esibizione di sessismo e un grave abuso di autorità”, e ha accusato il presidente di agire come un “re feudale”.

Allo stesso modo, molteplici sono state le critiche online sui social media. La donna coinvolta nella scena si chiama Bea Kim, è sposata e ha due figli. Secondo quanto ha poi affermato, non ha visto alcuna “malizia” nel bacio del presidente, che però è stato già in passato accusato più volte di comportamenti inappropriati nei confronti delle donne, e che ha una partner da molto tempo dalla quale ha avuto una figlia.

Lo scorso febbraio Duterte aveva invitato i suoi soldati a sparare “nella vagina” delle ribelli comuniste, mente due anni prima, quando era ancora sindaco di Davao, aveva commentato lo stupro e l’omicidio di una missionaria australiana dicendo: “Sono arrabbiato perché è stata violentata, ma era così bella che sarebbe dovuto venire prima il sindaco. Che spreco”.