YOUTUBE Florida: il video degli spari in classe

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2018 8:27 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 8:54
C'è un video della sparatoria in un liceo della Florida

Una scena della sparatoria in un liceo della Florida

MIAMI – Ennesima sparatoria in una scuola degli Stati Uniti. Ma questa volta le vittime sono quelle di un attentato terroristico: diciassette tra studenti e insegnanti. Ad ammazzarle, sparando con un fucile d’assalto, è stato Nikolas Cruz, 19 anni, che da quel liceo della Florida, il Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, era stato espulso. E un video ha ripreso uno dei momenti della strage.

Alcuni testimoni hanno riferito che Cruz ha aperto il fuoco mentre indossava una maschera a gas. Poi è emerso che aveva avuto contatti tramite i social media con diversi gruppi legati alle armi e che ha partecipato a diverse chatroom su YouTube sulla produzione di bombe, secondo Fox.

E’ una paura vissuta ancora una volta in tempo reale: i genitori alla disperata ricerca di informazioni, con gli occhi incollati sugli schermi dei telefonini in attesa di un sms dai figli, dagli insegnanti, dalle autorità. Le informazioni arrivano prima con il contagocce, con qualche tweet. Poi le testimonianze sono un fiume in piena e rivelano l’inferno in cui è sprofondata per interminabili ore l’ennesima scuola americana.

Qualcuno ha avuto anche il coraggio, o la follia, di riprendere tutto con lo smartphone. Il video è subito rimbalzato sul web. Mostra il terrore, il rumore degli spari e le urla dei ragazzi e dell’insegnante. Tutti si buttano a terra per cercare riparo tra i banchi. Oltre una decina i colpi esplosi, in due riprese e a ripetizione. “O mio Dio!”, si sente urlare più volte, mentre si vede uno studente immobile a terra. E non passa troppo tempo prima di scoprire che fra le vittime c’è anche una professoressa, morta sotto i colpi del killer mentre con il suo corpo proteggeva uno degli studenti.

Con questa in Florida sono almeno 19 le scuole americane in cui dall’inizio dell’anno si è verificata una sparatoria. I dati sono dell’Everytown For Gun Safety, associazione che si batte per un maggior controllo sulla vendita delle armi da fuoco. L’episodio più grave finora era stato quello del 23 gennaio scorso quando uno studente di 15 anni in un liceo del Kentucky uccise due altri studenti ferendone altri 20.

A Washington il presidente Donald Trump viene subito informato e quando l’emergenza è ancora in corso, twitta: “Nessun bambino, nessun insegnante o qualunque altra persona dovrebbe mai sentirsi insicuro in una scuola americana”. Nel suo ultimo bilancio, però, ha tagliato milioni di dollari destinati al sistema di controllo delle armi da fuoco (il Gun Background Check System): una decisione che rischia di “minare in maniera significativa” gli sforzi per tenere fucili e pistole lontani da mani pericolose, secondo la denuncia delle associazioni che lottano contro la diffusione delle armi da fuoco.

 

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