YOUTUBE Gaza, ragazzo palestinese in fuga ucciso di spalle dai cecchini israeliani

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 5 aprile 2018 9:52 | Ultimo aggiornamento: 5 aprile 2018 15:23
Al Nabi, diciottenne palestinese, è stato ucciso dai soldati israeliani mentre fuggiva

Gaza, ragazzo palestinese in fuga ucciso di spalle dai cecchini israeliani

MILANO – Così muore un ragazzo palestinese in fuga dal confine israeliano, le spalle all’esercito, in mano uno pneumatico: i cecchini gli sparano quando ha ormai quasi raggiunto i suoi compagni.

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Abdel Fattah Abd al-Nabi aveva 18 anni. E’ stato freddato durante le proteste che si sono scatenate in occasione della Marcia del Ritorno con la quale i palestinesi hanno chiesto di poter tornare nei territori abitati fino al 1970, prima dell’insediamento degli israeliani. Una Marcia particolarmente sentita a pochi giorni dal 15 maggio, quando ricorrerà il settantesimo anniversario della Naqba, l’esodo della popolazione araba palestinese dopo la fondazione dello Stato di Israele.

Secondo le Idf, le Forze di difesa israeliane, al-Nabi era un membro di Hamas, addirittura delle Brigate Qassam, l’ala armata dell’organizzazione palestinese. Sostengono che il filmato sia stato modificato e non mostri le azioni provocatorie commesse dal ragazzo prima di venire ucciso: “Durante le violente rivolte, le truppe israeliane hanno dovuto far fronte a tentativi di infiltrazione, hanno subito attacchi con bombe, pistole, pietre e pneumatici e ci sono stati danni alle nostre strutture di sicurezza. L’Idf ha operato in stretta conformità con le regole, sparando solo quando necessario ed evitando i civili messi in pericolo da Hamas”, si difendono i militari.

I familiari di Al-Nabi negano questa versione dei fatti: “Mio figlio era solo una ragazzino che stava fuggendo”, ripete il padre ai media internazionali che sono andati ad intervistarlo dopo la diffusione del video che riprende la morte del figlio. “Non aveva una pistola, nessuna molotov, solo uno pneumatico. Questo non poteva danneggiare gli israeliani. Non stava andando verso la parte israeliana. Stava scappando”, ha detto. A sostegno di questa tesi c’è l‘elenco dei martiri pubblicato dalle Brigate Qassam: cinque nomi, nessuno dei quali è Al-Nabi. Se anche il ragazzo sosteneva Hamas, non era un membro del suo braccio armato.

La Lega araba ha fatto appello alla Corte penale internazionale (Cpi) affinché istituisca con urgenza una commissione di inchiesta “per crimini di guerra e crimini contro l’umanità”, di cui, afferma, si sono macchiati i dirigenti israeliani nei confronti di “civili disarmati”. Sulla stessa linea Human Rights Watch (Hrw), che ha stigmatizzato gli ordini impartiti ai soldati israeliani al confine dai loro comandanti, parlando di un uso “eccessivo e ingiustificato della forza”.