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YOUTUBE Totò Riina, quando diceva: “Non mi pento perché non ho nulla di cui pentirmi”

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YOUTUBE Totò Riina, quando diceva: “Non mi pento perché non ho nulla di cui pentirmi”

ROMA – “Non mi pento perché non ho nulla di cui pentirmi”. Totò Riina non si è mai pentito dei suoi crimini. Fino alla morte.

Anche quando parlava, durante i processi, Riina non hai mai mostrato un segno di pentimento.

“Né gioia né perdono”. Maria Falcone, la sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci, è una delle tante voci che si levano nel giorno della morte di Totò Riina. “Non gioisco per la sua morte, ma non posso perdonarlo – dice – Come mi insegna la mia religione avrei potuto concedergli il perdono se si fosse pentito, ma da lui nessun segno di redenzione è mai arrivato”.

La sorella del giudice ucciso a Capaci sottolinea come resti “il forte rimpianto che in vita non ci abbia svelato nulla della stagione delle stragi e dei tanti misteri che sono legati a lui”.

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