Zangrillo: “Galli aveva militanza da sessantottino, mi denunci”. Lui: “Mi mordo la lingua”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2020 12:49 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2020 12:49
Zangrillo: "Galli aveva militanza da sessantottino, mi denunci". Lui: "Mi mordo la lingua"

Zangrillo: “Galli aveva militanza da sessantottino, mi denunci”. Lui: “Mi mordo la lingua”

Scontro a distanza tra i due virologi Alberto Zangrillo e Massimo Galli. il primo dice “mi denunci pure”, il secondo preferisce mordersi la lingua.

“Galli? Ha un’antica militanza sessantottina di cui si fa vanto, gli do un consiglio: mi denunci, e chiudiamola qua”, aveva detto Alberto Zangrillo a L’Aria che Tira dopo che lo stesso Galli aveva chiesto la necessità di misure più restrittive per arginare la seconda ondata di contagi.

Queste la parole di Zangrillo: “Tutti noi stiamo facendo del nostro meglio, cooperando con le regioni di riferimento, per mantenere la situazione sotto controllo. Voglio fugare ogni dubbio. Il professor Galli trova sempre il tempo di accusarmi velatamente e nemmeno troppo velatamente. Io questo tempo non lo trovo, ho sempre cercato di essere rispettoso.

“Però gli do un consiglio – prosegue Zangrillo – questo accusare senza fare mai apertamente il nome forse è figlio della sua antica militanza sessantottina, di cui si fa vanto. Il nemico veniva additato senza nominarlo. Lui ha un modo semplice per risolvere il suo problema: faccia una denuncia alla procura della Repubblica contro il professor Alberto Zangrillo”.

La risposta del professor Massimo Galli

Il responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, a Cartabianca ha risposto: “Su questa cosa non ho assolutamente tempo da perdere e mi mordo la lingua per non fare ulteriori commenti. Non posso querelarlo perché il reato di negazionismo e riduzionismo non esiste in questo paese. Forse per fortuna… Ciascuno è responsabile di quello che dice e delle basi scientifiche su cui parla”.

“Se lui ritiene di essere stato attaccato, è un problema suo – prosegue Galli -. Il mio problema non è occuparmi di questa persona o di altri che hanno passato l’estate a dire cose che puntualmente non si sono avverate. Non mi voglio iscrivere tra coloro che hanno sottovalutato la cosa neanche vagamente. Mi è anche costata la cosa, perché passare da costante menagramo non è divertente nemmeno nelle relazioni sociali che qualcuno può intrattenere”. (Fonti L’Aria che tira e Cartabianca).