Attentato a Kabul: parlamento in lutto. La Russa: “Vigliacchi, non ci fermeranno”

Pubblicato il 17 Settembre 2009 - 12:55 OLTRE 6 MESI FA

La politica reagisce compatta all’attacco ai soldati italiani a Kabul che ha provocato la morte di sei militari ed il ferimento di altri quattro. Non appena è arrivata la notizia dell’attentato, la Camera dei Deputati ha sospeso i lavori parlamentari in segno di lutto e in attesa, come detto dal vicepresidente Rosy Bindi, che «il governo riferisca» in aula sull’accaduto.

Subito dopo è intervenuto il presidente della Camera Gianfranco Fini che ha proposto un minuto di silenzio ed aggiornato la seduta al tardo pomeriggio.

Fini ha anche annunciato che il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, riferirà alle 18 a Montecitorio sullo svolgimento dei fatti.

Durissimo il commento del ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Non ci sono mai parole adeguate in questi momenti – ha detto La Russa in Senato – ma alle famiglie dei caduti esprimiamo il cordoglio di tutto il Paese. Agli infami, vigliacchi aggressori che hanno colpito ancora nella maniera più subdola diciamo con convinzione che non ci fermeremo».

Il ministro ha quindi fornito ai senatori una prima ricostruzione dell’accaduto: i militari italiani «stavano percorrendo la strada che conduce dall’aeroporto alla città, quando sono stati oggetto di un attentato  volutamente provocato da un altro mezzo, evidentemente imbottito di esplosivo, pare essere stata una Toyota bianca, che ha coinvolto entrambi i nostri mezzi. Sui mezzi c’erano complessivamente 10 nostri soldati che hanno tutti subito conseguenze dallo scoppio: sei hanno perso la vita, quattro sono rimasti feriti. Le prime notizie mi dicono che non versano in pericolo di vita, ma queste notizie devono naturalmente essere ancora confermate».

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affida il suo commento ad una nota di palazzo Chigi. Il premier «ha espresso il suo profondo cordoglio personale e quello dell’intero Governo al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul. Il Governo italiano è vicino alle famiglie delle vittime, condivide il loro dolore in questo tragico momento ed esprime la sua solidarietà a tutti i componenti della missione italiana in Afghanistan impegnata a sostegno della democrazia e della libertà in questo sfortunato Paese».

«Dolore e solidarietà», invece, sono le prime parole del leader del Partito Democratico Dario Franceschini. «Siamo vicini alle famiglie dei militari uccisi – ha proseguito il segretario del Pd-  ed esprimiamo a tutti i soldati e ufficiali italiani che partecipano alle missioni italiane all’estero la vicinanza e la solidarietà mia e di tutto il Partito democratico».