Il Paese delle truffe: viaggio tra prenotazioni inesistenti, alberghi bufala, conti da capogiro e tassisti picchiatori

Spaghetti, mandolino e… truffa. Ad essere raggirati, secondo le associazioni dei consumatori, sono, ogni anno migliaia di turisti ignari. Senza distinzione di portafogli e nazionalità. Capita, così, che i centralini delle associazioni che difendono i vacanzieri o aspiranti tali siano sempre più incandescenti.

Le modalità per truffare sono svariate, dai classici conti gonfiati fino alle truffe online, la novità di questi ultimi anni. Un sistema semplice: l’aspirante turista guarda un sito elegante, sceglie albergo o appartamento e prenota, pagando quasi tutto in anticipo. Al momento della partenza, però, il tour operator non si presenta perchè non esiste nessun biglietto aereo, nessuna prenotazione, nessuna agenzia di viaggio.

A volte va anche peggio: si prenota un cinque stelle e ci si ritrova in una topaia. Come successo ad una comitiva di turisti genovesi partiti per Marsa Alam: «L’albergo di lusso era un buco pieno di scarafaggi. Il team di animazione era composto da due signori di mezz’età timidi e impacciati». Roba da rimpiangere la canicola di casa.

Al repertorio dei raggiri classici, invece, appartengono i “conti salati” dei ristoranti italiani. Episodi più volte denunciati da Blitzquotidiano, come il caso dei giapponesi spennati a Piazza Navona o dei quattro polli a 80 euro sul litorale di Ischia.

Il bel Paese, però, non si fa mancare nemmeno i “tassisti preziosi”, ovviamente abusivi. Tariffe di 100 euro per la tratta Roma – Fiumicino e, in alcuni casi, anche percosse a chi rifiuta di pagare conti troppo esosi come accaduto, sempre a Roma, ad una coppia di inglesi. A Firenze poi, ci sono i parcheggiatori abusivi con tariffa differenziata: 20 euro per gli stranieri e 10 per gli italiani.

Intanto, però, sempre meno stranieri scelgono l’Italia. I giapponesi sono in calo del 30%.  Sarà la crisi o la “pubblicità” non proprio lusinghiera che certi ristoratori e albergatori si sono meritati sulla stampa nipponica?

Comments are closed.

Gestione cookie