Razzismi/ Vietato al marocchino-italiano Mohamed Hailoua di lavorare all’Atm, l’azienda dei trasporti pubblici di Milano

Il caso esplode perché un diciottenne marocchino, Mohamed Hailoua si è messo in testa di farsi assumere all’Atm di Milano. Domanda respinta perché contraria alla legge. Ma la legge risale al 1911 e per l’esattezza è un regio decreto che impone l’ assunzione dalle aziende concessionarie di pubblici trasporti, solo ai cittadini italiani o europei.

Si è scatenata la polemica e il processo è diventato un nuovo caso sulla regolamentazione della immigrazione. È pericoloso che a guidare un bus possa essere uno di origine straniera:«c’è un rischio sicurezza e attentati», scrivono gli avvocati Atm. Quelli del ragazzo definiscono la legge limitativa «un residuato bellico».

«In Italia ci sono delle leggi che devono essere rispettate». A parlare è Davide Boni, capodelegazione della Lega Nord nella giunta regionale della Lombardia. «È comunque spiacevole notare – conclude Boni – che in un momento così particolare, con il nostro Paese impegnato nella lotta all’immigrazione clandestina, si cerca in tutti i modi di dipingere la nostra società in un certo modo, veicolando un messaggio profondamente sbagliato».

Dello stesso avviso il Vice sindaco e assessore alla sicurezza di Milano Riccardo de Corato:  «L’azienda non ha fatto altro che rispettare una norma vigente, il regio decreto 148. L’extracomunitario, poi, non ha neanche presentato domanda. Il che fa pensare a un’operazione studiata a tavolino per farsi un po’ di pubblicità soffiando sul fuoco mediatico».

il ragazzo spiega in questo modo il desiderio di lavorare all’Atm: «Voglio solo lavorare, vorrei fare l’elettricista all’Atm. Sono fiducioso che questa vertenza si concluda bene, ora sto lavorando in una cooperativa, ma mi sta scadendo il permesso di soggiorno e sto rinnovando i documenti. Spero, un giorno, di avere un lavoro per la vita». Il ragazzo vive in Italia dal 2004 e ha un diploma di perito elettromeccanico conseguito nel nostro Paese.

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