Fukushima: rischio terremoto bis

Pubblicato il 14 Febbraio 2012 15:29 | Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio 2012 15:34

ROMA – Il rischio sismico nell'area dove si trova l'impianto nucleare di Fukushima potrebbe essere aumentato dopo il terremoto che ha colpito il Giappone l'11 marzo del 2011. Lo sostiene uno studio coordinato dall'universita' giapponese di Tohoku e pubblicato sulla rivista Solid Earth della European Geosciences Union (Egu). Secondo lo studio potrebbe essersi riattivata una faglia sismica nell'area vicina all'impianto nucleare e per questo ''le autorita' dovrebbero attrezzare l'impianto nucleare di Fukushima per renderlo in grado di resistere a terremoti di grandi intensita'''.

I ricercatori sono arrivati a questa conclusione eseguendo, grazie a una tecnica chiamata tomografia sismica, una sorta di 'radiografia' del sottosuolo grazie alle onde sismiche, che mappa le eventuali anomalie strutturali, quali fluidi che salgono in superficie che potrebbero provocare terremoti. In questo caso sono state analizzate le informazioni relative ai 6.000 terremoti, accaduti nell'area fra il 2002 e il 2011. Secondo il sismologo Alberto Michelini dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) bisogna essere molto cauti con le conclusioni a cui arriva lo studio, per due ragioni: ''innanzitutto l'incidente nucleare di Fukushima e' stato causato dallo tsunami e non dal terremoto al quale la centrale ha resistito bene. In secondo luogo perche' la tomografia sismica e' una indagine che si presta a differenti interpretazioni e conclusioni dal momento che dipende da quanti terremoti vengono presi in considerazione e dal percorso e dalla velocita' delle onde sismiche nella crosta''.

Secondo i ricercatori giapponesi una delle spie dell'aumento del rischio sismico nell'area sarebbe il terremoto di magnitudo 7 che l'11 aprile del 2011 si e' verificato ad Iwaki, a 60 chilometri dell'impianto di Fukushima e a 200 chilometri dall'epicentro del sisma dell'11 marzo 2011 di magnitudo 9. Secondo i ricercatori il terremoto di Iwaki potrebbe essere stato causato da un movimento dei fluidi verso l'alto nella placca del Pacifico che si muove sotto il Nord del Giappone e cio' farebbe aumentare temperatura e pressione dei minerali in essa. Questo porterebbe, per lo studio, alla rimozione di acqua dai minerali, generando fluidi che salirebbero nella crosta, con conseguenze sulle faglie.