Ecatombe giapponese: 10 mila morti sono nel distretto di Miyagi

Pubblicato il 12 Marzo 2011 20:00 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2011 19:59

TOKYO – Il terremoto giapponese sta assumendo le sembianze di un’ecatombe. I numeri sono impietosi: nella sola prefettura di Miyagi vengono ormai stimati 10 mila morti. Per la polizia nazionale le vittime e i dispersi hanno superato nel complesso quota 3.000. A fornire però la stima dei dispersi di Miyagi la fornisce la tv pubblica Nhk, che cita altre fonti.

Nel solo distretto di Miyagi sono almeno 9.500 le persone di cui non si ha più traccia nella cittadina di Minamisanriku, a nord di Sendai: si tratta di un numero che rappresenta oltre la metà della popolazione complessiva di 17.000 abitanti. E la polizia ha detto chiaro e tondo che le speranze che vengano trovate vive sono ridotte al lumicino.

Una scena da film dell’orrore è stata immortalata sulla spiaggia di Sendai, capoluogo della prefettura di Miyagi, il cui distretto costiero e’ stato spazzato via da uno tsunami, dove sono stati allineati circa 300 cadaveri non ancora identificati.

Nel frattempo sono stati trovati i quattro treni, che sembravano spariti nel nulla, in servizio tra Iwate e Miyagi. Dati per inghiottiti dallo tsunami, sono ricomparsi insieme ai circa 70 passeggeri e macchinisti, tutti salvi. Lo hanno reso noto il ministero dei Trasporti nipponico e JR East, l’operatore ferroviario, al termine di ricerche complicate dalle difficolta’ delle comunicazioni.

Per sostenere le attività di recupero il ministero della Difesa ha preparato la mobilitazione di circa 50.000 soldati, che saranno dislocati nelle zone dove il cataclisma ha colpito più duramente: il bilancio attuale registra complessivamente 300.000 evacuati, compresi gli 80.000 residenti nell’area dell’impianto nucleare Fukushima n.1, 3.400 edifici ridotti in macerie, 5,57 milioni di famiglie rimaste senza corrente elettrica e un milione senza acqua.

A Tokyo, secondo stime della polizia locale, almeno 120.000 persone non hanno potuto fare ritorno a casa nella notte tra l’11 e il 12 marzo, a causa del blocco totale delle linee ferroviarie e degli ingorghi nelle strade.