“Nelle mani di questi qua”: i “Taxi amari” di Enrico Fierro per il Fatto

Pubblicato il 20 Gennaio 2012 - 12:32 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – “Nelle mani di questi qua” titola Il Fatto Quotidiano. Un titolo alternativo per “Taxi amari”, articolo di Enrico Fierro. Il giornalista del Fatto parla dei tassisti romani e napoletani, delle agitazioni del movimento dei Forconi in Sicilia. Di come i lavoratori si sentano abbandonati anche dai sindacati. Categorie di lavoratori che con la loro protesta “tengono in ostaggio l’Italia”.

“Sono le tre del pomeriggio quando Loreno Bittarelli, leader storico dei tassisti romani e padre-padrone del 3570, la più grande cooperativa della Capitale, arriva nel catino del Circo Massimo. Fa freddo, ma la tensione infiamma gli animi. L’ala dura della categoria, soprattutto i tassisti napoletani, si aspetta risultati concreti. Bittarelli, completo blu ministeriale e scorta da capo di Stato, sale sul palco e viene accolto dai cori, “Siamo noi, siamo noi, i tassisti dell’Italia siamo noi”, non porta risultati, ma “disponibilità” e “caute aperture” da parte del governo. Solo generiche rassicurazioni dopo quattro giorni di blocco e di presidio. “Il governo – dice – ha giudicato le nostre proposte indubbiamente ragionevoli, e domani (oggi per chi legge, ndr) le valuterà nella riunione del Consiglio dei ministri”.

Un’altra giornata di attesa con la speranza che il governo modifichi sostanzialmente la parte del decreto sulle liberalizzazioni che riguarda i taxi, che a molti non va giù. Partono i primi fischi. Bittarelli invita alla calma. “Qualcosina stiamo cedendo, ma forse ce la faremo a cancellare le doppie licenze in capo ad un unico soggetto e a rivedere la territorialità “.

I fischi si fanno sempre più forti. “Abbiamo anche espresso perplessità sul ruolo dell’Authority, e sulle malattie professionali ci è stata assicurata l’apertura di tavoli con Inps e Inail. Ora vi dico la mia opinione: se vogliamo facilitare l’esito della trattativa il servizio va ripreso”. È la scintilla che fa esplodere una piazza insoddisfatta. Partono fischi, urla, esplodono mortaretti. La leadership sindaca-le, oltre a Bittarelli c’è Pietro Marinelli, Ugl, capelli bianchi e tatuaggi, ha perso il controllo della situazione. Bittarelli, sul camioncino adibito a palco, perde invece le staffe. “Qui ce becchiamo na denuncia, sapete che c’è, fate un po’ come ve pare, ognuno è libero di ammazzarsi come vuole”. Lascia il microfono e va via, accompagnato dai guardaspalle e dalle grida “venduto, merda”.[…]”