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Draghi indagato Ue: fake news o riciclo? Grillo bagna il naso a Berlusconi

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Mario Draghi in una foto Ansa

ROMA – Beppe Grillo contro Mario Draghi. Il blog del comico rilancia, il 27 dicembre 2017, una notizia di 11 mesi fa. Il titolo è da paura:

“Draghi nei guai: aperta indagine sui suoi incontri con associazioni segrete”.

L’associazione segreta di cui parla Grillo è il Gruppo dei 30, o Group of Thithy, tanto segreta da esporre sul suo sito internet cronache e foto di gruppo. Ne fanno parte i più importanti banchieri del mondo, tipo JP Morgan, Goldman Sachs, Credit Suisse, Morgan Stanley, Deutsche Bank, Santander, UBS e anche meno imortanti come la Banca Centrale di Barbados, nei Caraibi o di Malta. Ma tra i finanziatori c’è anche la Banca d’Italia. E anche fondi “che speculano sui crediti deteriorati come Blackrock”. Insomma un po’ di tutto.

Cosa si dicano costoro dietro le quinte certo non viene divulgato. Alla stessa maniera non viene divulgato cosa si dicano Beppe Grillo e il figlio di Casaleggio né quello che si dicono i rappresentanti del M5s e gli addetti alla comunicazione dello stesso Casaleggio.

L’articolo si riferisce a una inchiesta, aperta il 17 gennaio 2017, da parte del Mediatore europeo, o European Ombudsman, o Difensore civico, il cui compito è  indagare sulle denunce relative a casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni o di altri organi dell’UE.

Una precedente inchiesta, nel 2013, da parte dello stesso Ombdusman, aveva escluso l’incompatibilità fra la presidenza di Draghi alla Bce e la sua appartenenza al Gruppo dei 30. Anche allora la denuncia era stata presengata dalla stessa Ong, la Corporate Europe Observatory. All’epoca però c’era un altro sulla poltrona di mediatore europeo, il greco P. Nikiforos Diamandouros. Ora c’è Emily O’ Reilly, ex giornalista della tv irlandese. Non risulta che abbia voluto imitare le nostre Boldrini e Fedeli facendosi chiamare Ombduswoman. Ma in Irlanda non hanno tempo per perdersi in frivolezze del genere.

Non è proprio una fake news. Una volta si sarebbe detta un “cavallo di ritorno”. Vecchie notizie riciclate. Come in questo caso. Ma ormai siamo in campagna elettorale e tutti i colpi sono ammessi. Anche il riciclo di notizie vecchie e di fatto superate. Non è una novità né una prerogativa dei 5 stelle. Goebbels era ancora più bravo. Al Minculpop ci hanno campato per anni. E alle Botteghe Oscure hanno fatto credere di tutto a quei poveretti che scioperavano contro gli americani in Vietnam e la Pace nel Mondo.

Ma questa ormai aperta da un po’ è una campagna elettorale che sa un po’ di definitivo. Ricorda il 1948 o il 1976, anche se a ruoli cambiati. Allora era il Pci la marea montante, la Dc la diga. Oggi è il Movimento 5 stelle la marea, il Pci-Pd vorrebbe essere la diga ma è troppo sgretolato. Finirà che l’onore toccherà al redivivo Berlusconi. Che quanto a balle elettorali non è secondo a nessuno, nemmeno a Grillo-Casaleggio…

La comunicazione della Ombusman è del 17 gennaio 2017. La Bce ha risposto il 4 luglio: punto per punto, una dettagliata risposta per ciascuna domanda. La tesi è: nessuna segretezza, nessun finanziamento. Partecipare è fondamentale per capire come gira il mondo.

Il blog di Beppe Grillo non dice nulla dei precedenti e ben poco della replica se non che “la BCE minimizza”.

E poi ci va giù piatto:

“Secondo le accuse, la partecipazione di Draghi a questo gruppo mina i requisiti di indipendenza, reputazione e integrità della BCE”.

Ora però, scrive il MoVimento 5 Stelle Europa, “tutta la verità sta venendo a galla. Dietro alla mancata riforma della finanza globale, dietro al ritorno della speculazione finanziaria e al consolidamento delle grandi banche di investimento too-big-to-fail (anziché lo smantellamento che era stato promesso), c’è un enorme “regulatory capture”, ovvero quel fenomeno per cui le grandi banche private e la lobby finanziaria influenzano, secondo i propri interessi privati, gli orientamenti dei regolatori e frenano ogni tentativo di riforma. Siamo dentro un gigantesco conflitto di interessi tra regolatori e banche private che viene naturalmente coltivato e alimentato proprio grazie alla costante interazione degli appuntamenti informali e alla pericolosa contiguità dei controllori con i vigilanti.

“Non possiamo quindi stupirci se la riforma della finanza realizzata in questi anni sia molto lontana da quanto era stato promessa dopo lo scoppio della crisi. Nessuna azione contro le mega-banche (la proposta di separazione bancaria è stata addirittura ritirata con il favore della BCE), nessuna misura efficace contro l’eccessiva accumulazione di rischi finanziari, le pericolose interconnessioni nel settore bancario, o contro il rischio sistemico legato alla crescita del sistema bancario ombra che minaccia la stabilità del sistema finanziario globale.

“Si è andati invece nella direzione opposta. Le pressioni della vigilanza si sono concentrate in modo asfissiante sul rischio di credito e sul modello più sano e stabile di banca, quello delle banche tradizionali e territoriali concentrate sul finanziamento dell’economia reale”.

Ragazzi, fateci capire. Da una parte sparate a zero su Banca Etruria, dall’altra ci dite che era il Modello di Banca. Mettetevi in pace con voi stessi. Vincerete magari le elezioni, ma lascerete gli italiani sotto un cumulo di macerie.

 

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