Oscar, Salvatores sull’Italia: “Occasione sprecata, la commedia italiana non è esportabile”

Pubblicato il 28 Febbraio 2011 14:15 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2011 14:20

Gabriele Salvatores

ROMA – Gli Oscar si sono conclusi la scosa notte ed anche quest’anno l’Italia è rimasta senza ambita statuetta, con il film ‘La prima cosa bella’ di Virzì eliminato prima delle nomination finali e dove la candidatura della costumista Antonella Cannarozzi per ‘Io sono l’amore’ di Luca Guadagnino è rimasta tale. Tra i circa 6 mila giurati vi sono anche alcuni importanti nomi italiani, come il regista Gabriele Salvatorese lo scenografo Dante Ferretti, che hanno ribadito come questa per l’Italia sia stata un’occasione sprecata.

E’ apparso evidente che la commedia italiana non è esportabile all’estero, come spiega lo stesso Salvatores: “le commedie non sono esportabili, a meno che non ti chiami Billy Wilder o Woody Allen. Ridere fa bene alla salute, però bisogna saper ridere non solo sui nostri difetti ma su quelli dell’umanità”. Un problema per la commedia italiana, troppo legata a temi ce la rendono amata in patria, ma incompresa all’estero, come spiega Salvatores, che dall’ufficio stampa Usa di Virzì ha appreso che “cercheranno di farlo passare come una commedia sentimentale e non come una semplice commedia”.

Salvatores ha poi osservato che “conoscendo un pò l’ambiente starniero, forse int ermini strategici dovevamo puntare su Guadagnino o su ‘L’uomo che verrà’ di Giorgio Diritti”, considerazione condivisa anche dal produttore Riccardo Tozzi: “non azzecchiamo sempre la designazione. Io ho candidato Virzì, col senno di poi avrebbe avuto più possibilità Guadagnino”.

“Una volta i film stranieri erano 10, ora una settantina, penso che le grandi nazioni europee dovrebbero essere rappresentate da più di un film”, ha sostenuto Dante Ferretti, 16 nomination e 4 statuette all’attivo, che sulla riuscita dell’Italia agli Oscar ha commentato: “L’Italia non deve piangere, sennò mi lamento anche io. Sa qual è l’ultimo film italiano in cui ho lavorato? ‘La voce della Luna’ di Fellini. Era il 1989. Sono passati 22 anni”.

Infatti se il cinema italiano non riesce ad esportare la sua commedia oltre confine, non deve però abbattersi come spiega Tozzi: “Quanto alle nostre aspettative, non abbiamo solo commedie. Il Festival di Cannes potrebbe prendere 5 grandi registi italiani, Sorrentino, Moretti, Crialese, Amelio, Molaioli. Nessuno di loro fa commedia. E a Berlino l’Italia non c’era perchè sono maldisposti verso il cinema italiano, siamo noi che non abbiamo proposto nulla”.