Attentato Berlino. Allerta Italia: mercatini, piazze d’arte, feste di Natale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 dicembre 2016 9:06 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2016 9:06
Attentato Berlino. Allerta Italia: mercatini, piazze d'arte, feste di Natale

Attentato Berlino. Allerta Italia: mercatini, piazze d’arte, feste di Natale

ROMA – Attentato Berlino. Allerta Italia: mercatini, piazze d’arte, feste di Natale. L’attentato a Berlino riconsegna l’Europa all’incubo della minaccia terroristica, che incrocia pericolosamente le festività natalizie. In Italia, sulla scorta delle informazioni dei servizi, l’allerta si concentra nella difesa dei luoghi di ritrovo: mercatini, piazze d’arte affollate di turisti, le vie di accesso alle celebrazioni religiose. Il frangente temporale contiene appunto due criticità che amplificano i rischi: da una parte, appunto, strade e piazze piene, dall’altra lo scenario di guerra mediorientale dove Isis sta perdendo le sue roccaforti e molti foreign fighters europei stanno tornando a casa.

Berlino ha solo reso manifesto ciò che ogni cancelleria europea è tenuta a sapere da mesi: cellule dormienti e jihadisti di ritorno vogliono sfruttare il momento. Mario Parente, il direttore dell’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna), aveva lanciato l’allarme il 30 novembre scorso durante un incontro organizzato dall’Arma dei carabinieri sul terrorismo internazionale: “Penso che l’Italia possa essere teatro di pianificazioni terroristiche complesse, sul modello di quelle francesi o belghe. Con operativi addestrati, in qualche modo inviati dal Daesh e supportati da remoto», cioè dalla struttura che si trova in Medio Oriente”.

La sconfitta sul campo di Isis rappresenta la minaccia più attuale, concorda Parente: “Con la sconfitta progressiva dello Stato Islamico avremo il problema del ritorno delle migliaia di foreign fighters. Molti torneranno demoralizzati. Altri no, perché si sono arruolati, da quanto sappiamo, solo per motivi economici. I combattenti stranieri tenteranno di tornare nei propri Paesi. Avremo sicuramente il problema dei tanti che rientreranno in Europa, un problema che si affianca a quello dei lupi solitari già presenti nel nostro Paese”.

Quindi, sottolienava Parente – ne dà conto Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera –  è decisiva la guardia alta sull’attivazione “sul nostro territorio di piccole cellule, che potrebbero trovare nel rientro nel nostro Paese un momento di fusione tra la mera volontà di passare all’azione, e l’esperienza dei foreign fighters che rientrano. A fine ottobre due cellule operative sono entrate in Italia arrivando in Puglia a bordo di piccole imbarcazioni, ma sono state tracciate e individuate”.