Crisi: francesi depressi peggio degli italiani, dal 2012 tutto più caro

Pubblicato il 29 Dicembre 2011 19:36 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2011 20:00

foto Lapresse

PARIGI – Fare la spesa, andare al ristorante e al bar, scaldarsi, leggere, viaggiare: dal primo gennaio tutto diventerà più caro per i francesi, che affrontano l’arrivo del nuovo anno con il morale decisamente sotto i piedi. Anche loro, come gli italiani, dovranno tirare la cinghia nel 2012. Da domenica scatta infatti l’aumento dell’Iva a tasso ridotto, che sarà portata dal 5,5% al 7%. Il che significa scontrini più salati nei trasporti, dal panettiere, al ristorante e in libreria.

Viaggiare con i treni notturni, i regionali e i TGV ad alta velocità costerà di più a partire dal 3 gennaio: +3,2%. Contro la SNCF, la società delle ferrovie francesi, così come in Italia con Trenitalia, si è sollevata un’ondata di proteste da parte di utenti abituali e non, che considerano i viaggi in treno carissimi anche così. E ai quali questo nuovo aumento proprio non va giù. Anche la bolletta del gas aumenterà: scaldarsi costerà il 4,4% in più dal primo gennaio. Chi si prepara inoltre ad effettuare lavori di muratura in casa deve aspettarsi di sborsare qualche soldo in più.

Insomma il costo della vita cresce in un momento in cui la disoccupazione in Francia raggiunge livelli record. Solo nel mese di novembre, 51.800 persone in più si sono andate ad iscrivere nelle liste di collocamento. La cifra dei senza lavoro è la più alta da 12 anni: 2,84 milioni di persone. Pessimisti di natura, angosciati dalla crisi del debito, delusi dai politici proprio quando si preparano a votare il loro nuovo presidente, i francesi non sono stati così privi di fiducia nel futuro praticamente da anni. Un recente studio li ha incoronati campioni del mondo del pessimismo: ben 8 francesi su 10 si aspettano un 2012 economicamente difficile.

C’è da dire che il Parlamento ha approvato nei giorni scorsi la maggior parte delle misure del piano di rigore annunciate tra agosto e novembre. Attaccato alla sua ”tripla A”, messa in discussione dalle agenzie di rating, il governo di Parigi deve racimolare 15 milioni di euro con l’aumento di tasse ed imposte. Tra le varie misure, oltre al tradizionale rincaro delle sigarette, sono previste tasse nuove: una sui super-ricchi (con reddito annuo tra i 250 mila e i 500 mila euro) e una sugli affitti giudicati eccessivi, a spese di avidi proprietari di stanzette (i classici minuscoli ”studio” parigini) che possono far pagare il metro quadrato fino a 45 euro al mese. Una fiscalità più dura colpirà le pensioni più alte.

Infine 120 milioni arriveranno dalla cosiddetta tassa anti-obesità: la nuova imposizione fiscale colpirà tutte le bevande gassate con zuccheri aggiunti. Saranno risparmiati invece succhi di frutta e altri prodotti con edulcoranti.