Germania, monumenti nazisti: ha senso spendere milioni per restaurarli?

di Francesco Montorsi
Pubblicato il 10 settembre 2013 7:02 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 12:47
Germania, monumenti nazisti: ha senso spendere milioni per restaurarli?

Germania, monumenti nazisti: ha senso spendere milioni per restaurarli? Nella foto, la sala del processo di Norimberga (foto Lapresse)

NORIMBERGA – Resti monumentali dell’architettura nazista cadono in rovina e in Germania si dibatte, come sempre, sui dilemmi dell’identità e della memoria: lasciare che il tempo compia la sua opera distruttrice oppure restaurare le tracce di pietra del nazismo, col rischio di inviare un messaggio sbagliato alle nuove generazioni?

Il centro dei congressi di Norimberga, luogo di oceanici raduni immortalato nel documentario di propaganda “Il trionfo della volontà”, fu costruito da Albert Speer seguendo la “teoria delle rovine”. I monumenti del Terzo Reich dovevano essere costruiti, secondo l’architetto del regime, per lasciare dietro di sé, nei millenni a venire, grandiose rovine.

Oggi, il complesso urbanistico colpisce più per l’incuria. A causa del rischio di accidenti, la parte retrostante del colonnato monumentale è bloccata alle visite. La città di Norimberga vuole rinnovare il centro, ma – precisa il sindaco – «senza abbellirlo». Una somma di 70 milioni di euro sarà sbloccata. I soldi dovranno provenire essenzialmente dallo stato. Risolvere i problemi burocratici non sarà semplice: i fondi del governo federale per il restauro di opere pubbliche non sembrano poter essere impiegati automaticamente per i monumenti del nazismo, non considerati come beni culturali.

Ma il problema più grave, quello che tocca la carne viva dell’identità dei tedeschi, è come sempre la gestione del passato e della memoria. Come custodire la memoria e dunque i simboli del nazismo, riuscendo a spegnere sul nascere ogni forza evocatrice, ogni tentazione estremista (“Il ventre da cui nacque è ancora fecondo”)?

Nel dopo guerra, le cose erano più semplici. La damnatio memoriae imposta dagli alleati portò ad un’opera semplice quanto efficace di distruzione delle tracce del nazismo (paragonabile con la distruzione, pur più leggera, operata in Italia). Ancora nel 1966, le ruspe distrussero una parte del gigantesco sito di Norimberga – uno dei luoghi simbolici della comunione tra il Fuhrer e il suo popolo. Tuttavia a Norimberga, come nel resto della Germania, molti edifici e monumenti dell’epoca nazista, a causa della loro funzionalità o delle loro dimensioni, sono stati risparmiati.

Oggi, i tedeschi dibattono ancora sul modo migliore di affrontare i simboli del nazismo e la loro spaventosa forza evocatrice. Ma ormai, rispetto agli anni del dopoguerra, gli animi sembrano temere molto meno il rischio di una glorificazione postuma del nazismo. La Süddeutsche Zeitung prende posizione per il restauro: i visitatori potranno infine vedere i mosaici propagandistici che custodisce il colonnato monumentale. «Visti da vicino – assicura il giornalista – non possono che contribuire alla demistificazione del mito. Sembrano cheap».