Migranti, Macedonia apre frontiera. 8mila profughi in Serbia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Agosto 2015 17:52 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2015 17:16
Macedonia, granate assordanti  e gas contro 2mila migranti

Macedonia, granate assordanti e gas contro 2mila migranti (Foto LaPresse)

GEVGELIJA – Quasi 2mila migranti, bloccati da alcuni giorni in condizioni drammatiche al confine tra Grecia e Macedonia, dopo la riapertura parziale delle frontiere, sono riusciti a penetrare in territorio macedone. I poliziotti macedoni che per tutta la giornata hanno tentato di sigillare il posto di frontiera – dopo che Skopje ha dichiarato lo stato d’emergenza per 24 ore – e di impedire il passaggio, con manganelli e ordigni stordenti, hanno ceduto di fronte alla pressione dei migranti, fra i quali tantissime donne e bambini.

La maggior parte di loro, esausti, affamati e in pessime condizioni igieniche, proviene dalla Siria, ma molti anche da Iraq, Pakistan e Bangladesh. Per i migranti che hanno passato la frontiera ieri durante la notte è stato organizzato il trasporto con autobus e minibus che li portano verso la Serbia, informano le agenzie locali. Jasmin Rexhepi della ONG macedone che dalle 19 a mezzanotte più di 50 pullman di profughi sono andati da Gevgelija verso il confine con la Serbia. Alla stazione ferroviaria di Gevgelija si trovano ancora circa 3.000 rifugiati in attesa.

Sono almeno 8mila i profughi accolti dal centro di accoglienza a Presevo, nel sud della Serbia, nelle ultime 24 ore. Come ha riferito il segretario della Croce rossa locale, Ahmet Halimi, la registrazione è durata tutta la notte. Al momento, circa 2.000 profughi sono situati dentro e intorno Presevo, in un altro centro di accoglienza nel villaggio di Miratovac. Ai profughi vengono forniti cibo e acqua in attesa di essere trasferiti sugli autobus messi a disposizione da Unhcr che li trasporta a Belgrado, per poi raggiungere l’Ungheria, paese membro dell’Unione europea.

La stazione ferroviaria di Gevgelija, in Macedonia, ora è completamente vuota, situazione completamente diversa da ieri quando c’erano più di sei mila profughi. Nella Terra di nessuno, tra la Macedonia e la Grecia, si trovano ancora rifugiati che in gruppi di 100-200 persone entrano in Macedonia dove vengono registrati e poi trasferiti in Serbia. Da ieri sera, le autorità di Skopje e quelle di Atene hanno avuto diversi incontri in seguito ai quali hanno concordato collaborazione per affrontare l’emergenza profughi ed evitare i problemi alla frontiera dei giorni precedenti.