La Spagna: no a spot sulla bellezza, sono diseducativi

In Spagna gli spot pubblicitari sulla chirurgia estetica saranno banditi dalle 6 alle 22 per tutelare i minori; la nuova legge generale della Comunicazione Audiovisiva intende proibire alle tv private di mandare in onda consigli mercenari per ottenere le fattezze di miss (o mister) universo
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In Spagna chirurgia estetica al bando dalle 6 alle 22

La Spagna tutela i minori e dice basta agli spot pubblicitari di prodotti dimagranti, cliniche estetiche, terapie al botulino, miracolose applicazioni di silicone. Sono considerati diseducativi.

La nuova legge generale della Comunicazione Audiovisiva intende proibire alle tv private di mandare in onda consigli mercenari per ottenere le fattezze di miss (o mister) universo: come rimodellare i fianchi, perdere peso, gonfiare le labbra o sgonfiare le palpebre saranno argomenti tabù nella fascia oraria protetta, fra le 6 del mattino e le 10 di sera, quando l’età media dei telespettatori è la più bassa.

Quindi nessuna pubblicità di chirurgia plastica o reclame di liposuzione interromperà più le serie televisive di successo o i dibattiti attorno a controversi casi di cronaca.

Insomma: la tv, pur essendo il principale palcoscenico del «culto del corpo», non sarà più, in Spagna, veicolo pubblicitario di prodotti e trattamenti che aiutino a praticarlo.

Il pubblico più giovane e influenzabile dalla bulimia o dall’anoressia sarà protetto. Non deve passare, almeno attraverso gli spot, la convinzione che il successo sia riservato solo ed esclusivamente ai belli e magri.

Secondo le stime disponibili, ogni anno 400mila spagnoli si affidano al bisturi per rimediare gli errori di madre natura e il 10% della clientela è formato da minorenni. A 16 anni, in Spagna, non è più necessario il consenso dei genitori per sottoporsi a interventi di riduzione o aumento del seno o di correzione del naso. Per scoprire come e dove ottenere una bocca più carnosa adesso i giovani dovranno rivolgersi altrove, non in tv, magari su Internet.

A coloro che si chiedono se non fosse meglio elaborare una legge che vieti ai minori di 18 anni la chirurgia plastica, il gruppo parlamentare socialista che patrocina il provvedimento replica: «Da qualche parte bisognava pure cominciare per ridimensionare l’ossessione per l’estetica».

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