Università, numero chiuso? Non viola diritti umani. Strasburgo boccia ricorso

Pubblicato il 2 Aprile 2013 - 14:00| Aggiornato il 4 Dicembre 2022 OLTRE 6 MESI FA

STRASBURGO – Il numero chiuso per regolare l’accesso a determinate facoltà non viola il diritto allo studio. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che ha bocciato il ricorso presentato da 8 studenti italiani.

Per i giudici di Strasburgo, che per la prima volta si sono trovati a dover stabilire se il numero chiuso è compatibile o meno con il diritto allo studio sancito dalla convenzione europea dei diritti umani, la soluzione trovata dal legislatore italiano per regolare l’accesso all’università è ragionevole.

Per di più i giudici hanno rilevato che tale soluzione non eccede l’ampio margine di discrezione che gli Stati hanno in questo ambito.

A presentare il ricorso a Strasburgo erano stati 8 cittadini italiani. Una di loro ha fallito per 3 volte l’esame per accedere alla facoltà di medicina di Palermo. Altri 6 ricorrenti non hanno superato quello per entrare ad odontoiatria nonostante l’esperienza professionale acquisita come tecnici odontoiatrici o igenisti. L’ottavo ricorrente invece pur avendo superato l’esame è stato escluso dalla facoltà di odontoiatria dopo 8 anni che non dava esami.