Vincent Lambert, Cassazione annulla sentenza su proseguimento cure. “Ora si può staccare la spina”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 28 Giugno 2019 21:22 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2019 21:22
Vincent Lambert, Cassazione annulla sentenza su proseguimento cure. "Ora si può staccare la spina"

Vincent Lambert, Cassazione annulla sentenza su proseguimento cure. “Ora si può staccare la spina”

PARIGI – Si riapre il caso Vincent Lambert in Francia, il quarantaduenne tetraplegico, da oltre dieci anni in stato vegetativo e divenuto simbolo del dibattito sul fine vita. La corte di Cassazione di Parigi ha infatti cancellato la sentenza d’appello che il 20 maggio scorso accolse il ricorso presentato in extremis dai genitori per proseguire l’idratazione e l’alimentazione del figlio all’ospedale di Reims. In pratica da ora si può staccare la spina. 

Almeno questo è l’auspicio della moglie di Vincent, contraria all’accanimento terapeutico e in contrasto coi genitori dell’uomo che si ostinano affinché le macchine non siano staccate. “Nessun ricorso è ormai possibile perché non c’è più alcun giudice a cui rivolgersi”, ha spiegato l’avvocato della donna ai cronisti che lo attendevano al Palazzo di Giustizia. L’odierno pronunciamento della Cassazione scrive a suo avviso la parola “fine” al caso Lambert.

Secca è arrivata la replica dei genitori di Vincent. Per voce del loro legale, Pierre e Viviane Lambert, vicini ai cattolici integralisti della Fratellanza Sacerdotale San Pio X, hanno paventato una denuncia per “omicidio” se il figlio verrà lasciato andar via. Il 20 maggio scorso, dopo una guerra decennale che sembrava finita, tra fazioni politiche, familiari e tribunali, il medico annunciò – come previsto – che avrebbe interrotto i trattamenti che lo tengono artificialmente in vita.

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Sono seguite polemiche, disperazione dei genitori, poi la sera stessa il colpo di scena: con la corte d’appello di Parigi che ordinava la ripresa immediata di quei trattamenti almeno fino a quando un comitato dell’Onu per i diritti dei disabili, al quale i genitori avevano inviato uno dei tanti ricorsi, non si sarebbe espresso. “E’ una grande vittoria, l’inizio di una remontada”, esultò l’avvocato Jean Paillot, in piazza a Parigi in mezzo a un gruppo di manifestanti ostili allo stop dei trattamenti.

Ma ora è arrivata l’ennesima doccia fredda. Per i magistrati della Cassazione, chiamati ad esprimersi, i giudici d’appello non erano competenti. L’ordine di proseguire le cure, impartito poco più di un mese fa, è dunque da considerarsi nullo. E’ dal 2013 che la famiglia si dilania sulla sorte di Vincent. La moglie Rachel, suo nipote e sei fratelli e sorelle hanno accettato la decisione dei medici. Papà Pierre e mamma Viviane sono invece contrari, così come un altro fratello e una sorella.

Il medico curante, Vincent Sanchez, è stato colui che aveva ufficializzato la decisione di lasciarlo andare, condivisa da almeno una ventina di equipe mediche durante questi anni di battaglia legale. Al momento, resta valido quanto prescritto dalla legge in vigore, approvata nel 2016, e cioè nessuna eutanasia o suicidio assistito ma l’autorizzazione alla sospensione dei trattamenti in caso di “ostinazione irragionevole”. (Fonte: Ansa)