Alessandro Corda uccise prostituta nel 2005. 8 anni dopo molesta l’ex: arrestato

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Novembre 2013 15:48 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2013 15:50
Alessandro Corda uccise prostituta nel 2005. 8 anni dopo molesta l'ex: arrestato

Alessandro Corda uccise prostituta nel 2005. 8 anni dopo molesta l’ex: arrestato

CAGLIARI – Nel 2005 a Cagliari uccise una prostituta nigeriana. Nel 2013 non ha fatto in tempo ad uscire dal carcere che ci è subito ritornato. Questa volta per stalking, non l’ha uccisa ma ci è andato vicino: vittima la sua fidanzata che aveva tentato di lasciarlo proprio per via del suo comportamento violento. Ma Alessandro Corda, 29 anni, di Villaperuccio nel Sulcis, non voleva arrendersi alla fine della loro storia e per questo l’ha minacciata, molestata e aggredita. Della serie il lupo perde il pelo ma non il vizio.

A distanza di 8 anni la sua violenza si è manifestata nuovamente nei confronti di una donna. Nella notte tra il 17 ed il 18 febbraio di otto anni fa, Corda aveva ucciso, strangolandola, una giovane prostituta nigeriana di 23 anni, trovata morta all’alba nei pressi della laguna di Santa Gilla. Allora 21enne dopo le accuse confessò l’omicidio e finì in carcere.

Oggi la storia sembra ripetersi: ansia e paura per la propria incolumità hanno portato la sua fidanzata a interrompere la relazione con lui. Per evitare i suoi continui pedinamenti  è stata costretta più volte a lasciare il paese. Usciva solo in altri centri, per paura di incontrarlo. Poi la richiesta di aiuto ai carabinieri che dopo il primo intervento e la formalizzazione delle querele hanno avviato le indagini coordinate, dal Pm Gilberto Ganassi.

Il Gip di Cagliari, Roberta Malavasi, alla luce degli elementi forniti, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’uomo. Mercoledì sera l’arresto nella sua abitazione ed il trasferimento, o meglio il ritorno, nel carcere di Buoncammino. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati sequestrati telefoni cellulari, un pc e una fotocamera digitale e altro materiale informatico ora al vaglio degli inquirenti. Dopo alcuni giorni aveva confessato.