Anzio, pugile ucciso a coltellate. Uno dei due fratelli fermati confessa: "E’ stata una lita finita male, una disgrazia" Anzio, pugile ucciso a coltellate. Uno dei due fratelli fermati confessa: "E’ stata una lita finita male, una disgrazia"

Anzio, pugile ucciso a coltellate. Uno dei due fratelli fermati confessa: “E’ stata una lita finita male, una disgrazia”

Due fratelli di origine magrebina si sono costituiti e sono stati fermati per l’omicidio del pugile Leonardo Muratovic. Il 25enne è stato ucciso a coltellate ad Anzio nella notte di sabato.

“Ho fatto tutto io, mio fratello non c’entra. E’ stata una lita finita male, una disgrazia. Il coltello non era mio, lo aveva il pugile” ha detto uno dei fratelli.

Brevi dichiarazioni spontanee rilasciate pochi minuti dopo avere valicato l’ingresso, assieme al fratello, della stazione dei carabinieri Gianicolense a Roma.

La confessione

“Io non avevo nessun coltello con me – ha detto il fermato -, l’aveva il pugile ed io ho solo utilizzato quello per colpirlo”.

I due fratelli  si sentivano forse braccati dalle forze dell’ordine che erano riusciti ad individuarli come gli autori dell’aggressione mortale. Nella giornata di martedì i due hanno quindi contattato gli avvocati e hanno deciso di costituirsi.

La tensione ad Anzio

Ad Anzio, intanto, resta alta la tensione per quanto avvenuto.

Già domenica, a poche ore dai fatti, il padre della vittima ha tentato di farsi giustizia da solo accoltellando due bodyguard del locale dove il figlio aveva trascorso la serata.

In base a quanto accertato fin qui la lite di sabato notte è partita per uno sguardo o una frase di troppo tra due gruppi che erano all’interno di una discoteca. 

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