Basiglio (Milano), bimbi tolti ai genitori: preside e maestre assolte. La madre: “Che schifo la legge italiana”

Pubblicato il 21 Luglio 2011 14:48 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2011 15:12

MILANO – Sono stati assolti tutti e cinque gli imputati (una preside, due maestre, uno psicologo e una assistente sociale), nel processo milanese legato alla vicenda dei due bambini di Basiglio (Milano) che nel 2008 vennero tolti ai loro genitori per oltre due mesi e affidati a una casa di accoglienza, a causa di un disegno ose’ trovato sotto il banco di scuola, che poi risulto’ realizzato da un’altra alunna.

La sentenza è stata emessa dalla quinta sezione penale di Milano che ha assolto tutti gli imputati ”perche’ il fatto non sussiste”. Lo stesso procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno aveva chiesto l’assoluzione per i cinque imputati che erano accusati a vario titolo di falsa testimonianza, falso ideologico e lesioni colpose. Il 14 marzo del 2008, la bambina, di 9 anni, e il fratello di 13 anni, erano stati ‘strappati’ ai loro genitori per 69 giorni ed erano strati costretti a vivere in due diverse case d’accoglienza.

Gli insegnanti della scuola frequentata dalla piccola, infatti, avevano segnalato ai servizi sociali di aver trovato un mese prima un disegno con allusioni erotiche sotto il banco della bambina. Tra gli operatori scolastici era nato il sospetto di relazioni malsane tra lei e il fratello ed era partita una segnalazione alle autorita’. Poi pero’, dopo che i bambini erano stati allontanati dalla famiglia, su disposizione del Tribunale per i minorenni, era emerso che a realizzare quel disegno era stata un’altra alunna e attorno al caso dei bimbi di Basiglio si erano mobilitate associazioni e politici, con fiaccolate ed altri eventi. Stando alle indagini coordinate dal pm Marco Ghezzi (poi andato in pensione), la preside e le due maestre avrebbero testimoniato il falso davanti ai magistrati, non raccontando che il disegno era stato fatto da un’altra alunna, pur sapendolo.

Secondo il procuratore Forno, invece, gli inquirenti in realta’ non glielo avevano mai domandato. Lo psicologo e l’assistente sociale, sempre secondo l’accusa, avrebbero costretto il fratello a confermare i sospetti sul disegno. Da qui l’accusa di lesioni colpose. Per il procuratore Forno pero’ non e’ stato dimostrato il nesso causale tra le frasi dette dai due imputati al ragazzino e un eventuale trauma psicologico subito. Oggi alla lettura della sentenza erano presenti quattro imputati, alcuni dei quali sono anche scoppiati a piangere per la gioia.

”Che schifo la legge italiana, queste persone hanno rovinato due bambini. Come si sono permessi?”. Cosi’ la madre dei due bambini ha reagito alla sentenza emessa dalla quinta sezione penale di Milano con la quale sono stati assolti i cinque imputati del processo, tra cui una preside e due maestre. ”Certo che sono amareggiata, questo e’ uno schifo”, ha risposto la donna ai cronisti. Il suo legale, l’avvocato Stefano Toniolo, che rappresentava i due genitori come parti civili nel processo, ha detto: ”siamo amareggiati e fatichiamo a capacitarcene, poiche’ era stato provato che quel disegno non era stato realizzato dalla bambina e che gli insegnanti ne erano a conoscenza”