Inchiesta trans, il maresciallo Testini: “Non ho ucciso Cafasso”

Pubblicato il 31 Marzo 2010 21:02 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2010 21:02

“Avevo buoni rapporti con Gianguarino Cafasso, nessuna discussione o litigio con lui, non l’ho ucciso”.

Queste le parole di Nicola Testini, il maresciallo dei carabinieri accusato per l’omicidio del pusher dei viados di via Gradoli a Roma, durante l’interrogatorio di garanzia cui è stato sottoposto oggi.

Secondo quanto è stato reso noto, rispondendo al gip di Bari, Sergio Di Paola, Testini avrebbe ribadito con forza di essere estraneo alla morte di Cafasso, sottolineando di non aver preso assolutamente parte al blitz dei colleghi Carlo Tagliente e Luciano Simeone nell’appartamento della trans Natali del 3 luglio scorso, nel corso del quale fu sorpreso l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo.

Testini ha precisato che in quel periodo si trovava in provincia di Bari, dove risiede, e che quando era a Roma viveva in un alloggio di servizio in una caserma nei pressi di Saxa Rubra. Il militare dell’arma ha solo ammesso di aver fatto vedere il video girato dai colleghi ad una persona. L’indagato ha anche negato di essere stato a conoscenza di una relazione, risalente al 2008, custodita nella caserma dei carabinieri di Roma Trionfale in cui si fa riferimento alla frequentazione di viados da parte di Marrazzo.