Camorra: scarcerato il “boss poeta” a 10 mesi dall’arresto

Pubblicato il 5 Marzo 2010 18:59 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2010 18:59

Giacomo Cavalcanti era stato condannato a 24 anni per omicidio ma in cella è stato solo 10 mesi

In qualche vecchio rapporto delle forze dell’ordine veniva definito uomo di cultura ed estremista di sinistra. “O poeta” il soprannome che lo ha da sempre accompagnato, e “La rondine non lascia la terra”, il titolo della prima pubblicazione che è riuscito a editare. Giacomo Cavalcanti, il boss scrittore, condannato in primo grado a 24 anni come mandante di un omicidio particolarmente eclatante, compiuto nel novembre dell’84 nel quartiere di Mergellina dove fu assassinato il boss Alvino Frizziero, è tornato in libertà, scarcerato dieci mesi dopo l’arresto.

Si è specializzato in poesie e favole per bambini e nella motivazione del giudice del Riesame di Napoli che gli ha aperto le porte del carcere, fondata essenzialmente sulla sua non pericolosità, gli viene riconosciuta – come scrive il Mattino che si è occupato della sua vicenda – “la sensibilità artistica”. Cavalcanti, 58 anni, era stato arrestato nella città che ha scelto per vivere dagli anni Novanta, Verona, dove è diventato imprenditore, titolare di un’azienda specializzata in schede telefoniche prima e poi di un centro scommesse.

Era considerato negli anni Ottanta uno dei capi del cartello camorristico ‘Nuova Famiglia’, ‘padrino’ nei quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli e del Rione Traiano. A gennaio dell’anno scorso, prima di essere arrestato, ignoti diedero fuoco al portone d’ingresso della sua abitazione e alla cassetta delle lettere. Un gesto intimidatorio? Di sicuro c’é che gli atti della decisione del Riesame restano le copertine delle pubblicazioni per i bambini e la testimonianza di un ex sacerdote che ha sottolineato il ravvedimento dell’uomo e l’impegno nel sociale.