Casamicciola, geologo INGV: “A Ischia rischio concreto nuove frane”

Fenomeni franosi come quello di oggi a Casamicciola, spiega di Mauro, "sono fenomeni naturali che si possono sempre verificare in particolari territori. L'uomo può e deve però intervenire per mettere in sicurezza le zone abitate e soprattutto puntando sulla prevenzione.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2022 - 15:45 OLTRE 6 MESI FA
Casamicciola INGv

Casamicciola, geologo INGV: “A Ischia rischio concreto nuove frane” (foto ANSA)

“Il rischio residuo è sempre difficile da valutare, ma esiste. E’ quindi concreto il rischio di nuove frane nell’imminente, soprattutto in concomitanza con nuovi eventi piovosi, nell’area di Casamicciola già colpita stamani dalla forte frana che ha raggiunto il lungomare”. Lo afferma all’ANSA il direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Mauro di Vito.

Rischio concreto nuove frane a Casamicciola

Fenomeni franosi come quello di oggi a Casamicciola, spiega di Mauro, “sono fenomeni naturali che si possono sempre verificare in particolari territori. L’uomo può e deve però intervenire per mettere in sicurezza le zone abitate e soprattutto puntando sulla prevenzione. Ciò – precisa – da un lato intervenendo con strutture ad hoc e dall’altro imponendo la non urbanizzazione delle aree più a rischio, a partire ad esempio dal divieto di costruzione di strade nelle aree a valle, poichè proprio le strade possono favorire lo scorrimento veloce delle frane con conseguenze disastrose”.

“A Ischia tragedia annunciata”

“Su un territorio già predisposto per morfologia delle sue colline, il rischio è ampliato da una urbanizzazione anomala, che vi insiste da tempo: è una situazione complessa, ma direi che il fattore scatenante è un altro” ha detto invece il geologo Romeo Toccaceli a La Repubblica. Toccaceli ha studiato Ischia per molti anni e, in ultimo, come consulente per il piano di ricostruzione dell’area interessata dal terremoto del 2017.

“Appena qualche settimana fa ho visto le zone interessate della frana – ha rivelato -: non c’era adeguata manutenzione dei cosiddetti alvei, vie di fuga naturale per acqua e fango. E con questo regime pluviometrico, che ripeto essere straordinario, ogni ostruzione può essere fatale. La pulizia del territorio aiuta ad abbassare il livello di rischio. Ed è sbagliato ricordarsene ogni dieci anni. Oppure, ancora peggio: dopo ogni singola tragedia”.

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