Castrovillari: finto corso per il lavoro, scopre la truffa e si uccide

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2019 8:53 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2019 8:56
Castrovillari (Cosenza), carabinieri

Un’auto dei Carabinieri (Ansa)

CASTROVILLARI (COSENZA) – Aveva frequentato un corso per trovare un lavoro. Aveva pagato 2500 euro per quel corso. Lui, come tanti, voleva uscire dall’incubo della disoccupazione e per farlo aveva investito in un diploma di operatore socio sanitario. Poi però ha scoperto che quel corso era falso, era una truffa. Lui, come tanti altri, si era fidato di una scuola che in realtà non esiste. O meglio, che organizzava corsi finti ma intascando soldi veri. Così, quando ha scoperto il raggiro, il ragazzo, originario di Castrovillari (provincia di Cosenza) si è ammazzato. Soldi che, stando all’inchiesta portata avanti dai Nas, ammontavano in totale a circa 570mila euro. Almeno 570mila euro, perché questa è la cifra trovata al momento del sequestro ma non è detto che si tratti di tutti quelli realmente intascati negli anni.

Dalle indagini dei Nas effettuate sull’organizzazione di oltre 30 corsi per i cosiddetti Os, è emerso che in realtà le attività di formazione professionale avevano soltanto lo scopo di procurare vantaggi economici a chi le organizzava. I corsi venivano gestiti attraverso una scuola professionale con sede in provincia di Cosenza e non accreditata alla Regione Calabria. L’operazione ha portato all’arresto di sei persone.

Si è scoperto che i titoli professionali rilasciati, a fronte dei notevoli sacrifici anche economici sopportati da chi li ha frequentati (i corsi costavano in media duemila euro), erano in realtà soltanto “carta straccia” perché privi di qualsiasi valore legale. Ed è stata proprio la consapevolezza di essere una delle vittime ad indurre al suicidio un giovane che aveva partecipato ad uno dei corsi.

Il particolare è stato rivelato dal comandante del Nas di Napoli, il colonnello Vincenzo Maresca, nel corso della conferenza stampa sull’operazione svoltasi nella Procura di Castrovillari. “Il giovane, disoccupato da anni – ha detto l’ufficiale – è stato sopraffatto dalla disperazione e si è tolto la vita, non riuscendo a sopportare la delusione per quanto aveva subito”.

Sulla vicenda il Procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, ha detto che “le indagini sono ancora in corso. Stiamo verificando – ha aggiunto – anche l’ipotesi di istigazione al suicidio. La morte del giovane risale ad un’epoca antecedente l’avvio delle indagini. Stiamo approfondendo e verificando tutto, comunque”. Le sei persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Castrovillari sono quattro imprenditori del settore della formazione professionale, due residenti in provincia di Cosenza e due residente in provincia di Napoli.

Oltre a loro, a finire agli arresti anche  due dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Il ruolo di questi ultimi, in particolare, sarebbe stato strategico: i due, infatti avrebbero contattato persone di loro conoscenza per proporre la partecipazione ai corsi. Gli stessi dipendenti, inoltre, avrebbero organizzato incontri nell’ospedale di Trebisacce (Cosenza), in cui svolgevano le loro mansioni, corsi in realtà”abusivi” perché non autorizzati dalla direzione del nosocomio.

Il tutto veniva gestito dalla provincia di Napoli. L’operazione ha anche portato al sequestro di 291 titoli professionali rilasciati a conclusione dei corsi e di 570 mila euro, risultati provento dell’attività illecita. (Fonte: Ansa).