Catania, bimbo di 2 anni dimenticato in auto muore: papà indagato per omicidio colposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Settembre 2019 18:43 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2019 18:45
Catania bimbo dimenticato auto morto

Foto archivio ANSA

CATANIA – Il papà è andato a lavoro e ha dimenticato il figlio di 2 anni nell’auto per oltre cinque ore invece di lasciarlo all’asilo. L’ennesima tragedia che arriva da Catania, dove il padre, un dipendente dell’università di 43 anni, non si dà pace. L’uomo è indagato per omicidio colposo dalla Procura di Catania come atto dovuto, ma è disperato. 

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo è andato a lavoro e ha dimenticato il piccolo in auto. Quando la mamma è andata all’asilo per prenderlo, non l’ha trovato e ha allertato il marito, che è corso alla vettura. L’uomo ha iniziato una corsa disperata al Policlinico, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bimbo.

La causa della morte sarebbe stato il caldo soffocante nel veicolo, parcheggiato per oltre 5 ore al sole. La temperatura la mattina del 19 settembre a Catania ha raggiunto i 35 gradi, mentre nel pomeriggio ha iniziato a piovere. Il papà ora è indagato per omicidio colposo. Uno degli investigatori ha spiegato all’ANSA: “E’ un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto”. 

La morte del piccolo dimenticato in auto dal padre è la replica di una tragedia che sconvolse Catania 21 anni fa. Identiche le modalità di una fatale distrazione che aveva avuto come protagonista un tecnico della Sgs Thompson, una fabbrica di microelettronica che aveva lo stabilimento nella zona industriale di Catania.

L’uomo era precipitato nell’infermo della disperazione nell’afoso pomeriggio del 3 luglio 1998.Catania era stretta da un caldo asfissiante. La temperatura aveva superato i 40 gradi per il torrido vento di scirocco giunto dall’Africa. L’uomo era uscito con la sua Fiat Punto per accompagnare in asilo il figlio di 20 mesi appena, rannicchiato nel suo seggiolino, prima di presentarsi negli uffici della Sgs Thompson. Era un percorso sempre uguale che seguiva ogni giorno quasi a memoria.

Ma quella mattina, invece di passare dall’asilo, che non era lontano da casa, aveva subito puntato verso il suo posto di lavoro. Arrivato con un insolito anticipo sul parcheggio dell’azienda, aveva chiuso a chiave l’auto ed era salito in ufficio. Il sole intanto batteva implacabile sulla macchina. La temperatura era rapidamente salita fino a trasformare l’abitacolo in una gabbia torrida che al piccolo, rimasto sul seggiolino per sette ore, non aveva più lasciato scampo.(Fonte ANSA)