Coronavirus, mascherine vendute a prezzi gonfiati anche del 6150%. Sequestri in tutta Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Marzo 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2020 12:28
Coronavirus, mascherine vendute a prezzi gonfiati anche del 6150%. Sequestri in tutta Italia

Coronavirus, mascherine vendute a prezzi gonfiati anche del 6150%. Sequestri in tutta Italia (Foto Ansa)

ROMA – Mascherine vendute a prezzi gonfiati anche del 6150%. Si moltiplicano in tutta Italia le inchieste sui rincari dei presidi medico-sanitari in seguito all’emergenza sanitaria per il nuovo coronavirus. La più eclatante, forse, in Campania dove i finanzieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno sequestrato ben 10mila mascherine rivendute da una parafarmacia in località Varcaturo a prezzi improponibili. 

Giugliano in Campania, rincari del 6150% sulle mascherine. 

L’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco ha portato alla luce il business di una parafarmacia in cui venivano vendute due tipologie di mascherine rispettivamente con rincari del 6150% per quelle “LifeGuard” e 300% per le “monovelo”.

L’esercente aveva acquistato le maxi confezioni per poi rivenderle dopo averle confezionate in singole bustine. La Procura – informa una nota – sta verificando le condizioni per procedere alla vendita coattiva immediata dei prodotti sequestrati. 

Coronavirus Shop a Torino

Un vero e proprio “Coronavirus Shop” è invece quello scoperto online dalla Guardia di Finanza di Torino, dopo la maxi operazione dei giorni scorsi che ha visto migliaia di articoli, spacciati come “antidoti” contro il virus, venduti a prezzi folli.

Ionizzatori d’ambiente, mascherine, tute, guanti protettivi, prodotti igienizzanti, occhiali, kit vari, facciali filtranti, copri-sanitari, integratori alimentari insomma di tutto un po’, il cui utilizzo da parte dei consumatori, almeno questo è quello che è stato ingannevolmente pubblicizzato dai venditori, poteva garantire l’immunità totale dal Covid-19.

Attualmente sono 33 i presunti truffatori del web individuati dai finanzieri di Torino, tutti pronti a garantire una protezione totale dal contagio dal Coronavirus con dispositivi di protezione individuale di facile reperibilità sul mercato. Anche in questo caso i prezzi alla vendita per ogni singolo articolo, hanno raggiunto le migliaia di euro.

Soltanto oggi, 4 marzo, la procura di Torino ha identificato altri 14 imprenditori, tutti italiani, accusati di presunta frode in commercio. Rischiano ora fino a 2 anni di reclusione. L’indagine si estende a tutto il territorio nazionale. Ferramenta, commercianti di detersivi, autoricambi, coltivatori diretti e allevatori di bestiame, venditori porta a porta, profumerie: queste le attività finite nel mirino.

Torino, Cosenza, Napoli, Foggia, Rimini, Salerno, Caserta, Modena, Cagliari, Campobasso, Mantova e Macerata, sono le province coinvolte nell’operazione. I Finanzieri, chiudendo il “cerchio” intorno a questa prima fase investigativa, hanno inoltre segnalato all’Autorità Giudiziaria le 16 società coinvolte per la responsabilità amministrativa derivante dalla commissione dei reati. 

Rischiano multe severissime, confisca del profitto ottenuto, revoca delle licenze, fino al divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione. 

Milano, mascherine vendute con rialzi del 400%

I finanzieri del comando provinciale di Milano hanno sequestrato disinfettanti e presidi medico-sanitari messi in vendita online a prezzi esorbitanti approfittando dell’emergenza coronavirus in Lombardia.

L’indagine si è basata sull’analisi dell’imponente mole di dati messi a disposizione dai gestori dei principali portali di commercio elettronico “permettendo di individuare nove soggetti, nazionali ed esteri, attivi in Italia, che hanno innalzato i prezzi dal 100 al 400 per cento del valore di mercato antecedente alla crisi sanitaria in atto”, spiegano le fiamme gialle.

Nel mirino un centro di distribuzione logistica della provincia di Piacenza, ma ha coinvolto anche rivenditori in provincia di Napoli e Bologna, consentendo di sequestrare alcune centinaia di mascherine protettive e prodotti disinfettanti per l’igiene personale.

Fonte: Ansa