Coronavirus Milano, in stazione e all’aeroporto si continua a partire dopo il decreto

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Marzo 2020 9:45 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2020 9:45
Coronavirus Milano, in stazione e all'aeroporto si continua a partire dopo il decreto

Coronavirus Milano, in stazione e all’aeroporto si continua a partire dopo il decreto (Foto Ansa)

MILANO – In stazione a Milano e all’aeroporto di Linate, sono ancora tante le persone che tentano di partire o di anticipare il rientro dopo il decreto che di fatto chiude la Lombardia e altre 14 province per l’emergenza coronavirus.

Domenica mattina in Centrale, dopo la fuga di sabato sera non c’è confusione, i viaggiatori sono arrivati in modo ordinato, molti indossano una mascherina e spiegano che hanno deciso di partire proprio a seguito della firma del decreto da parte del governo. Molti sono diretti a Venezia. “Da zona rossa a zona rossa – ha spiegato una studentessa che ha deciso di tornare a casa prima – Spero di riuscire a partire, ho già il biglietto, dovevo prendere il treno stasera ma ho anticipato per non rischiare”.

Una decisione “così non ce la aspettavamo – ha detto una coppia di Firenze che studia a Milano – Ieri abbiamo preparato la valigia e stamattina siamo venuti qua presto per cercare di prendere il primo treno. Avevamo già intenzione di tornare a casa vista la situazione in Lombardia ma abbiamo anticipato”.

C’è anche chi è diretto a Roma. “Abbiamo l’ansia perché non sappiamo se riusciremo a partire o meno – dicono alcuni – Avevamo il treno questa sera ma abbiamo deciso di anticipare”. Al momento ai passeggeri viene solo controllato, come di consueto, il biglietto prima di accedere ai binari.

Da centrale è partito alle 7.00 il Frecciarossa per Napoli: “Speriamo non lo abbiano cancellato”, dice un viaggiatore. Ad accompagnarlo il fratello: “E incredibile – dice – stanno separando gli affetti”. 

Ed è affollato da prima delle 7 il terminal di Lampugnano, a Milano, il principale scalo per i pullman di linea diretti in tutta Italia e all’estero. Sono circa in 150 ad attendere gli autobus soprattutto stranieri, preoccupati di non poter tornare nel loro Paese, e studenti, che per lo stesso motivo vogliono rientrare in famiglia. In genere, a quest’ora della domenica mattina lo scalo è quasi deserto.

“Qui di solito alla domenica mattina c’è pochissima gente – dice un negoziante – perché chi parte va via al sabato o al venerdì. Oggi è pieno e sta aumentando. Ma il grosso è stato ieri sera”. Solo nella sala d’aspetto, gremita di viaggiatori, ci sono una cinquantina di persone, ma la maggior parte sono all’esterno. Il bar fa rispettare le ordinanze e non fa consumare al banco, ma due metri più in là le persone in attesa sono sedute una a fianco all’altra con bambini e bagagli”.

Nessuna corsa ai check in all’aeroporto di Linate, a Milano. Il decreto, firmato a tarda notte non sembra, al momento, aver scatenato panico o affrettato i cittadini alla partenza verso altre città italiane o quelle d’origine. I banchi dei check-in Alitalia sono anzi quasi vuoti e gran parte delle poche persone in coda avevano già programmato le loro partenze. Una coppia di neo-nonni, in visita alla nipotina, doveva rientrare ad Alghero martedì ma vista “la confusione di questo decreto abbiamo ricomprato i biglietti e partiamo ora, per non rischiare di rimanere bloccati”, raccontano indossando la mascherina.

C’è poi chi promette di mettersi in quarantena volontaria. Elisabetta, 25enne praticante in uno studio di avvocati è in partenza per la Calabria: “Io non vorrei partire – racconta prima di passare i controlli dei metal detector (quasi deserti) a Milano Linate – Sono partita per il quieto vivere e perché mia madre ha insistito tanto, temevo che con questo caos salisse a Milano”, spiega dietro una mascherina.

“Ho chiesto di preparare la stanza solo per me e di avere un vassoio per mangiare, mi metterò in una sorta di auto-quarantena anche se sto bene, ma non si sa mai”, spiega. “Da giù lavorerò da casa, siamo già in smartworking da qualche giorno”, ha aggiunto.

Una mamma di Catania saluta il marito, che rimane a Milano per lavoro: “Torno perché giù c’è il mio bambino, ma ora ho paura, anche se sto bene, di poterlo contagiare. Pensavo ci controllassero almeno la febbre in partenza, invece nulla”. Anche una coppia di studenti catanesi ha anticipato il rientro in Sicilia: “Partiamo oggi ma non sappiamo quando torniamo, ci fermiamo giù”, raccontano. Pochi anche i voli cancellati tra cui quelli diretti a Napoli, Roma, Perugia, Alghero ma anche Bruxelles e Francoforte.

Fonte: Ansa