La famiglia jihadista napoletana che voleva seguire in Siria Giulia, la mozzateste

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 luglio 2015 10:10 | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2015 10:10
La famiglia jihadista napoletana che voleva seguire in Siria Giulia, la mozzateste

La famiglia jihadista napoletana che voleva seguire in Siria Giulia, la mozzateste

ROMA – Tra gli arrestati delle ultime ore, accusati a vario titolo di sostenere la causa jihadista del feroce Califfato islamico, c’è un’intera famiglia di Torre del Greco (Napoli). Padre e madre sessantenni, figlia sulla trentina, sono stati bloccati prima di far perdere le tracce e seguire l’altra figlia in Siria dove combatte con il marito, Maria Giulia Sergio, nota da noi con il nome di Fatima per alcune partecipazioni televisive in cui esibiva orgogliosa il velo e difendeva i principi del fondamentalismo.

Sergio Sergio, la moglie Assunta e Marianna la figlia si trovano ora in carcere: i genitori sono accusati di aver organizzato il viaggio in Siria nella piena consapevolezza di supportare l’organizzazione terroristica definita Isis, le due sorelle di essere complici, affiliate, dell’Isis. Avevano venduto anche i mobili di casa, avevano la valigia pronta: intendevano raggiungere Maria Giulia che dal 2014 è sul fronte siriano ed è stata intercettata per mesi.

Se nel 2009, a 21 anni, Fatima si limitava a indossare il velo in tv a Mattino 5 difendendo pacatamente la sua scelta (“Sono italiana convertita all’Islam e Allah dice indossate degli abiti che non eccitino gli uomini”), nell’ultimo anno le conversazioni via computer intercettate descrivono una truce foreign fighter assetata di sangue, una fanatica combattente in grado di reclutare tra gli altri anche i suoi parenti più stretti (la madre sentita a Porta a Porta, “Amo Allah come mia figlia”). Paolo Biondani su L’Espresso offre un saggio della sua ferocia e determinazione. In Siria attualmente è con il secondo marito, un miliziano albanese, la conversione invece avvenne a Inzago vicino Milano dove viveva e sposò un islamico di origine marocchina.

«Noi dobbiamo odiare i miscredenti, a questa gente deve essere tagliata la testa». «Non vedo l’ora di morire da martire». «Il nostro capo di stato è Abu Bakr al Bagdadi». «Noi non siamo musulmani d’Italia, noi siamo qui nel Califfato per fare il jihad: noi uccidiamo per questo». «Prima abbiamo fatto la guerra, poi abbiamo bruciato le chiese. E ora abbiamo tutta la Siria». «Papà, tu sei chiamato dall’Islam, tu comandi in casa: prendi la mamma per i capelli e portala qui in Siria. Tu sei il marito, lei è obbligata a obbedire». (Paolo Biondani, L’Espresso).

Il video dell’intervista di Porta a Porta ad Assunta Sergio: