Cronaca Italia

Maltempo Italia: allerta frane dopo neve e piogge. L’Emilia sommersa dai fiumi esondati

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Maltempo Italia: allerta frane dopo neve e piogge. L’Emilia sommersa dai fiumi esondati

BELLUNO – Neve, gelo, forti piogge, fiumi esondati e frane. Il nord e il centro Italia martoriati da un’ondata di maltempo che sta creando grande paura e forti disagi.

Pericolo frane. Otto famiglie sono state fatte sfollare a Perarolo di Cadore, nel Bellunese, per il pericolo di frana. L’allarme è scattato nella notte tra martedì e mercoledì dopo che era stato notato il movimento di una massa di 100 mila metri cubi. Il sindaco ha inviato un sms agli abitanti, sollecitandoli ad applicare la procedura di emergenza. Il paese è stato blindato, le strade di accesso chiuse e sorvegliate dai Carabinieri, mentre i vigili del fuoco hanno monitorato la frana, che si muove ad una velocità di 2 centimetri l’ora. Le venti persone allontanate da casa hanno trascorso la notte in un hotel.

Altra frana sulle strade del Lecchese, la terza in meno di due giorni. Nella notte si è verificata la caduta di massi e detriti sulla strada provinciale 65, che unisce Perledo a Esino Lario, interrotta al traffico. Sul posto i vigili del fuoco e i tecnici della Provincia di Lecco. In mattinata la rimozione del materiale caduto sulla sede stradale, quindi il sopralluogo per verificare il rischio di altri smottamenti. Dopo le precipitazioni dei giorni scorsi la zona dell’Alto Lario e della Valsassina è monitorata per il rischio di nuovi smottamenti.

Dopo la neve e il gelo, a preoccupare sono ora i fiumi emiliani: l’Enza è esondato a cavallo delle province di Parma e Reggio Emilia, dove sono state evacuate oltre mille persone, il Po è cresciuto di un metro in sole 24 ore mentre il Taro, il Secchia e il torrente Parma hanno superato il livello massimo di guardia, facendo scattare l’allerta rossa per rischio idraulico su tutta la pianura emiliana centrale e occidentale. E l’allarme non è ancora rientrato.

La polemica sui trasporti.

Ma piogge, neve e gelo hanno intanto già scatenato la prima polemica stagionale, con al centro i pesanti disagi registrati nella giornata di ieri nella circolazione ferroviaria del nord ovest. Problemi rientrati nel primo pomeriggio quando il gruppo Fs e Rfi hanno riattivato completamente le due principali linee andate in tilt, la Genova-Milano e la Genova-Torino. “C’è stata una defaillance grave, occorre dare una risposta immediata – dice il governatore della Liguria Giovanni Toti – è evidente che sul sistema ferroviario occorre fare un lavoro in caso di emergenze gravi”. Anche il procuratore di Genova Francesco Cozzi esprime perplessità, in attesa di ricevere l’esposto annunciato dal Codacons. “Quanto successo ai viaggiatori è una cosa grave. Le ferrovie dovevano provvede prima. Appena arriverà l’esposto valuteremo cosa fare e se ci sono gli estremi di un reato”. Alle accuse risponde il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. “Le conseguenze negative di questi fenomeni possono essere ridotte, grazie agli investimenti in nuove tecnologie e in materiali sempre più efficaci – sottolinea – E gli investimenti di Rfi sulla rete ferroviaria sono davvero molto, molto importanti, però è chiaro che i disagi in certe condizioni permangono”.

In Liguria ci sono ancora 1.900 utenti senza energia elettrica nelle province di Genova e Savona mentre in Piemonte si sono registrati disagi dovuti al ghiaccio, soprattutto in provincia di Torino, con 380 bambini delle elementari di Castellamonte costretti a tornare a casa per la rottura dell’impianto di riscaldamento della scuola e l’aeroporto di Caselle che ha accumulato diversi ritardi a causa, ha denunciato il senatore Pd Stefano Esposito, di un solo mezzo per sghiacciare le ali degli aerei.

Situazione ben più complessa, invece, in Emilia Romagna.

L’Enza è tracimato nel reggiano, a Lentigione, nel comune di Brescello. L’acqua ha invaso la zona industriale ed è stato necessario evacuare oltre mille persone. Per soccorrere i cittadini e predisporre le misure di sicurezza, oltre ai vigili del fuoco e ai volontari di protezione civile, sono scesi in campo anche i militari. A Proviglio, un comune a pochi chilometri, è stato allestito un centro di accoglienza in una palestra. Anche il torrente Parma ha toccato livelli record, raggiungendo 9,47 metri ed esondando a Colorno: l’acqua ha invaso anche il piano terra della reggia di Maria Luigia D’Austria, la moglie di Napoleone, costruita sui resti di una rocca del 1.300. Il Secchia, invece, è tracimato nella zona di Campogalliano, nel modenese, investendo un’agriturismo: cinque persone sono state salvate dai vigili del fuoco ma non c’è stato nulla da fare per un centinaio di animali, che sono morti annegati.

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