Maroni ed il video choc di Napoli: “Io non lo avrei trasmesso”

Pubblicato il 2 Novembre 2009 9:58 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2009 11:32

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni riceve i messaggi inviati da colleghi della mag­gioranza ma anche quelli degli esponenti dell’opposizione, sul caso del video dell’esecuzione, ed i relativi arresti: “Sulla lotta alla mafia non ci devono essere divisioni e io stesso cito sempre le iniziative positive del gover­no precedente sul contrasto alla criminali­tà, faccio i complimenti alle forze dell’ordine an­che per l’eccezionale coordinamento con la magistratura inquirente”, spiega Maroni al Corriere della Sera.

Però in questo fine settimana — insie­me all’arresto dei fratelli Pasquale e Salvato­re Russo — Maroni ha dovuto digerire an­che il video agghiacciante girato a Napoli: immagini terribili trasmesse in tv e pubbli­cate sui giornali in cui si vede un killer in azione circondato dall’indifferenza dei pas­santi che scavalcano il cadavere: “Io, quel video non lo avrei trasmesso, l’ho visto in tv. Devo dire che ho un ottimo rapporto personale con il pro­curatore Lepore, che considero un grandis­simo magistrato, ma io non condivido quel­la sua decisione. Sul piano squisitamente tecnico-investigativo, infatti, la diffusione del video non era necessaria: bastava pub­blicare il fotogramma che inquadrava quel soggetto perché, alla fine, la diffusione ha aiutato ma solo nel fermo immagine che viene dopo la parte truculenta. Io, dunque, avrei utilizzato il fotogramma… Comunque avrei sfruttato la foto che era nitida: e forse il soggetto si sarebbe potuto catturare men­tre adesso c’è un latitante in più. Sappiamo chi è ma è latitante”.

Pronta la risposta di Lepore a Maroni: “La scelta di diffondere il video choc con le immagini dell’omicidio, il cui killer è stato identificato ed è ora ricercato, è costata molta fatica ma è stata necessaria, c’era bisogno di quelle immagini anche forti per scuotere le coscienze”.

Lepore ringrazia Maroni delle attestazioni di stima personali che gli rivolge ma sottolinea che “un semplice fotogramma non avrebbe sortito l’effetto sperato, soprattutto per provocare uno scatto d’orgoglio dei napoletani”.