Massimo Giuseppe Bossetti, Dna indicò che killer di Yara era in pianura Padana

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Febbraio 2015 12:20 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2015 12:20
Massimo Giuseppe Bossetti, Dna indicò che killer di Yara era in pianura Padana

Massimo Giuseppe Bossetti, Dna indicò che killer di Yara era in pianura Padana

BERGAMO – Il Dna trovato sul corpo di Yara Gambirasio ha indirizzato subito gli investigatori su un killer della pianura Padana. Ben prima dell’arresto di Massimo Giuseppe Bossetti lo scorso giugno, per gli investigatori era già chiaro che il killer di Yara fosse originario della provincia di bergamo.

Giuliana Ubbiali sul Corriere della Sera ricostruisce le analisi degli investigatori che hanno portato all’arresto di Bossetti e spiega che la provenienza di Ignoto 1 era sicuramente quella della pianura Padana:

“Era uno della zona. Lo indicava il suo Dna isolato sugli slip e sui leggings della tredicenne. Risulta un tipo di profilo diffuso in Pianura Padana con una percentuale del 60%. Non significa che non si trovi, per esempio, anche nel Lazio. Significava, però, che valeva la pena concentrarsi sul Nord Italia.

I carabinieri del Ris ci hanno lavorato nei loro laboratori di Parma, analizzando anche la componente mitocondriale. Quella che non dice chi sei (al contrario della componente nucleare), ma dà informazioni come, per esempio, malattie e colore degli occhi. Ignoto 1 doveva essere, tra l’altro, un uomo dagli occhi chiari. Bossetti li ha azzurri”.

L’unione tra i dati investigativi e quelli genetici hanno permesso agli agenti di cercare Ignoto 1 e di arrivare ad identificare Bossetti come un sospettato:

“Una catena partita dal Dna di un trentenne frequentatore della discoteca Sabbie Mobili vicina al campo di Chignolo d’Isola dove Yara fu trovata: aveva interessanti punti di contatto con il profilo di Ignoto 1. Poi, da lui i test hanno condotto a due zii, figli di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999 risultato il padre del presunto killer. Ma non c’entrano nulla con il delitto. Così sono stati prelevati 810 campioni di saliva ai Guerinoni e alla loro cerchia di parenti e conoscenti. Due campioni per ogni persona, perché il Ris di Parma e la Polizia scientifica di Roma potessero fare analisi diverse a seconda delle competenze specifiche.

Tutta la famiglia è stata passata al setaccio, ma la mole di lavoro non aveva permesso di andare oltre una conclusione: Ignoto 1 è un figlio illegittimo dell’autista. Per fare un passo in avanti sono state sottoposte al test 532 persone, sopratutto donne, originarie della Valle Seriana (la stessa di Guerinoni) che si erano trasferita nell’Isola Bergamasca (la zona del delitto). Tra loro Ester Arzuffi: è lei la madre di Ignoto 1, la prima conclusione. Poi la prova del Dna al figlio Massimo Bossetti con la scusa di un controllo stradale. Da qui la seconda conclusione: è lui Ignoto 1”.

Queste le certezze degli investigatori che hanno stretto il cerchio intorno a Bossetti e che il suo legale Claudio Salvagni mette in discussione:

“Oggi, in Corte di Cassazione, si discuterà il suo ricorso dopo i no alla scarcerazione del gip e del tribunale del Riesame. I giudici bresciani hanno definito le conclusioni sul Dna «approdi limpidi e inconfutabili» e hanno ritenuto che la traccia sia «sufficiente a profilare un coinvol gimento di Bossetti nell’omicidio». Non così per il difensore, secondo il quale sulla traccia c’è margine di discussione. Resta l’elemento forte.

Lo stesso tribunale aveva definito di «scarsa pregnanza» gli ulteriori indizi: le polveri di calce trovare nelle vie respiratorie di Yara (Bossetti lavora nell’edilizia), la cella di Mapello agganciata dal cellulare del carpentiere alle 17,45 un’ora prima che il telefonino di Yara agganciasse la cella nella stessa zona e la testimonianza del fratellino sulle paure della sorella per un uomo con la barbetta (il carpentiere aveva il pizzetto).

Non è il solo ricorso della difesa. Ne ha appena presentato un altro, a Brescia, dopo il secondo no del gip. Il perno è l’anomalia indicata dal consulente del pm: il Dna mitocondriale non è attribuibile a Bossetti. Ma il nucleare sì e questo all’accusa basta per dire che è il killer”.