Milan, inchiesta su vendita ai cinesi: “Soldi riciclati”. Pm smentisce, Stampa conferma

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 gennaio 2018 8:38 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2018 17:29
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Milan, inchiesta su vendita ai cinesi. L’accusa: “Soldi riciclati e prezzi gonfiati”

MILANO – “Bufera Milan, inchiesta sulla vendita“. Titola così il quotidiano la Stampa di sabato 13 gennaio, dando notizia di un’indagine in corso che ipotizza una cessione della società a prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”. Ipotizzato il reato di riciclaggio. La Procura di Milano smentisce, ma la Stampa conferma.

“Nuova tegola giudiziaria sulla campagna di Berlusconi”, aggiunge lo stesso giornale. La medesima notizia compare sul Secolo XIX. La società rossonera è passata ad aprile 2017 dalle mani del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li.

Secondo i quotidiani, la Procura di Milano avrebbe avviato l’indagine dopo aver constatato che la vendita del Milan era avvenuta ad un prezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al reale valore della società. Da lì erano partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. Infine, “in gran segreto, nei giorni scorsi, i pm – scrive La Stampa – hanno avviato un’inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio”.

A coordinare l’inchiesta, il pm Fabio De Pasquale, lo stesso che in passato aveva indagato Berlusconi per la frode fiscale sui diritti tv ma che lo aveva anche difeso nella vicenda della scalata ostile di Vivendi a Mediaset. Voci sulla compravendita del club rossonero giravano da tempo – ricorda il quotidiano – tanto che l’estate scorsa l’avvocato Niccolò Ghedini aveva consegnato in procura “i documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese”.

“Alla base dell’apertura dell’inchiesta avvenuta poche settimane fa – aggiunge – ci sarebbero nuovi documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario”. “Da dove sia partita la svolta, al momento non è ancora chiaro – si precisa – . Una traccia, si deduce, che risalirebbe ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong”.

Nel corso della giornata il procuratore capo di Milano Francesco Greco dichiara: “Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell’ A.C. Milan”. Greco ha spieg”ato che sulla vendita del Milan, passato nell’aprile 2017 da Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li, al momento non esiste alcun fascicolo”. Nessun fascicolo esplorativo (a modello 45, senza titolo di reato e a carico di ignoti), né a modello 44 e quindi sempre a carico di ignoti ma con un titolo di reato. Ma il quotidiano La Stampa, in merito alla vicenda, ribadisce di aver svolto opportuni controlli circa l’esistenza di un’indagine sull’operazione, di cui è venuto a conoscenza da due fonti distinte, e pertanto conferma quanto scritto.