Dopo la mozzarella blu arriva la bresaola fosforescente sulla tavola degli italiani

*Chiara Aranci
Pubblicato il 8 Ottobre 2010 14:48 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2010 14:48

La regola è cambiare menù a seconda delle stagioni. E sembrano seguirla anche i produttori di cibo. Una signora di Cortenova, in provincia di Lecco, ha acquistato una confezione di bresaola presso un discount. Una volta a casa si è resa conto che l’affettato era di colore fosforescente, sebbene la confezione fosse regolarmente sigillata e la data di scadenza lontana. Le analisi sul prodotto sono in corso alla Asl.

Intanto Coldiretti  fa sapere che la maggior parte delle bresaole italiane viene prodotta in Lombardia con carni di zebù (una specie bovina) proveniente dal Brasile, senza indicazione in etichetta.  Circa 17mila tonnellate di carne vengono lavorate in Italia per arrivare a produrre e poi distribuire 6 milioni di pezzi. Seppure la produzione a livello industriale sia maggiormente diffusa, nell’area tra Como, Lecco e Sondrio alcuni produttori ancora utilizzano animali allevati nelle valli lombarde.

Dopo  lo scandalo delle mozzarelle blu (fenomeno provocato da un batterio)  vendute come italiane ma di origine tedesca,  la Camera con il sostegno di Coldiretti ha appena approvato il  provvedimento che impone l’obbligo di indicazione di origine sulle etichette dei prodotti agroalimentari. “In attesa dei risultati delle analisi delle autorità sanitarie, il caso della bresaola fosforescente è l’ennesima dimostrazione – afferma la Coldiretti – di come l’origine e la tracciabilità dei prodotti diventino elementi strategici per garantire la sicurezza del consumatore”.

*Scuola Giornalismo Luiss