Nozze gay Grosseto. Un giudice: “Registrate”, un altro: “Non si può”

nozze-gayGROSSETO – Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci si sono sposati a New York dopo una lunghissima relazione. Sono italiani e una volta tornati nel nostro Paese, a Grosseto, hanno chiesto la trascrizione nel registrato di stato civile del loro matrimonio, valido negli Stati Uniti, non riconosciuto dall’Italia ma che può essere registrato. Il tribunale aveva ordinato la trascrizione, dando quindi ragione a Giuseppe e Stefano. Ma adesso un altro giudice impugna quella decisione: il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, annuncia che impugnerà la sentenza del tribunale. E ora la trascrizione del matrimonio di Giuseppe e Stefano rischia di andare per le lunghe.

Nel frattempo si è espressa anche la Cei. Sulla questione di Grosseto i vescovi hanno detto:

“Riteniamo che, al di là degli aspetti tecnici da approfondire adeguatamente in tutte le sedi competenti, sia doveroso da parte nostra sottolineare alcune questioni di fondo. Con tale decisione – dicono i vescovi – rischia di essere travolto uno dei pilastri fondamentali dell’istituto matrimoniale, radicato nella nostra tradizione culturale, riconosciuto e garantito nel nostro ordinamento costituzionale. Il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, che in forma pubblica si uniscono stabilmente, con un’apertura alla vita e all’educazione dei figli”. Per la Cei “il tentativo di negare questa realtà per via giudiziaria rappresenta uno strappo, una pericolosa fuga in avanti di carattere fortemente ideologico. In tal modo perfino si riducono gli spazi per un confronto aperto e leale tra le diverse visioni che abitano la nostra società plurale”.

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